Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
11 mar

La Lazio vola, ma l’Olimpico resta vuoto anche col Toro

i laziali dall’assenteismo Olimpico. Neanche il grande momento della squadra e il periodo cruciale della stagione li convincono ad andare allo stadio. In società qualcuno si era illuso che la prima partita in casa dopo il derby vinto sarebbe stata l’occasione giusta per vedere qualche tifoso in più sugli spalti. Macché, lo scenario sarà desolante come al solito, anzi peggio: le previsioni parlano di 15mila spettatori per la sfida di domani sera con il Toro, al di sotto perfino della triste media stagionale di 18mila. L’attenuante è il giorno feriale, certo, ma si sperava in un dato meno sconfortante.

Presente la Curva Nord, già piena nei due derby giocati, mentre la Tevere sarà semivuota: inascoltati gli appelli di Inzaghi, snobbati sconti e miniabbonamenti, inutili i richiami al fascino del confronto tra il tecnico biancoceleste e Mihajlovic, suo compagno per cinque anni nella Lazio più forte di sempre. Insieme hanno vinto tutto, adesso si ritrovano uno contro l’altro nel teatro delle loro imprese. E sarà strano per entrambi vederlo vuoto, nonostante i risultati della Biancoceleste. Avrà la stessa sensazione Marcelo Salas, ospite in tribuna d’onore domani sera: ovviamente tiferà Lazio anche se segue con affetto il Toro di Sinisa, che con Nesta formava una coppia centrale strepitosa.

Inzaghi saluterà l’amico Mihajlovic ma poi penserà a batterlo: troppo importante guadagnare tre punti sul Milan e approfittare dello scontro diretto tra Inter e Atalanta. È concentrato sull’obiettivo Europa, l’allenatore biancoceleste, e nulla può distrarlo. Lo amareggia che il sostegno dei tifosi non sia all’altezza delle aspettative, ma sa che chi ci sarà saprà spingere la squadra. E ricorda bene che proprio il clima infuocato dello stadio granata, all’andata, finì per convincere l’arbitro a concedere quel rigore per il “mani” involontario di Parolo nel finale. A Bologna, domenica scorsa, la Curva ha dedicato un lungo coro a Inzaghi, capace di conquistare i tifosi partita dopo partita. Per domani il tecnico pensa a una formazione camaleontica, con 11 interpreti in grado di cambiare modulo in base alle esigenze della gara.

Uno tra Marchetti e Strakosha in porta, poi Basta, de Vrij, Hoedt (o Wallace) e Radu in difesa; Parolo, Biglia e Milinkovic a centrocampo; Anderson, Immobile e Lulic in attacco. Si parte con il 4-3-3, ma in fase offensiva si può

passare al 4-2-3-1 con Milinkovic che diventa trequartista. Con gli stessi uomini, se necessario il modulo si trasforma nel più cauto 3-4-2-1. «Sappiamo utilizzare – ufficializza il leader Parolo – più formule tattiche, è una risorsa importante: merito del mister e di noi giocatori che sappiamo adattarci e trovare le posizioni giuste. Ora dobbiamo continuare a vincere». E magari chissà, prima o poi la gente laziale tornerà all’Olimpico.

es_ES
it_IT
en_US