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13 nov

Latina, 16 arresti tra politici e funzionari: tra loro anche l’ex sindaco Di Giorgi

Sedici misure cautelari, otto in carcere e altrettante ai domiciliari, una richiesta di autorizzazione a procedere fatta alla Camera chiedendo di mettere in cella anche un deputato, oltre 50 indagati, un presunto danno per le casse pubbliche che si aggira sui tre milioni di euro, ma soprattutto un intero sistema, quello che per venti anni è stato chiamato il laboratorio del centrodestra, messo sotto accusa, con un Comune, quello di Latina, che sarebbe stato gestito da un’associazione per delinquere. Questi i numeri e i tratti distintivi di un’inchiesta che, da questa mattina, sta scuotendo nel profondo il capoluogo pontino e non solo.

In carcere sono finiti, tra gli altri, l’ex sindaco di Latina ed ex consigliere regionale, esponente di Fratelli d’Italia, Giovanni Di Giorgi, e l’ex assessore comunale all’urbanistica ed esponente di Forza Italia Giuseppe Di Rubbo, mentre l’autorizzazione a procedere è stata chiesta per il deputato Pasquale Maietta, anche lui di Fratelli d’Italia, di cui alla Camera è tesoriere, e presidente del Latina Calcio, che milita in serie B. Un’inchiesta articolata su tre filoni d’indagine, quello degli appalti senza gara, quello dei favori alla società di calcio e quello degli illeciti sul fronte dell’urbanistica, partita dopo un’interrogazione parlamentare presentata dal senatore pontino Giuseppe Vacciano, ex Movimento5Stelle, che avanzava dubbi sulla concessione della piscina comunale. Ne è venuto fuori un sistema bollato dagli inquirenti come criminale, andato avanti dal 2009 al 2015, quando il potere del centrodestra a Latina era massimo, interrotto soltanto dalla caduta della giunta di Giorgi, proprio sotto i colpi delle inchieste, e l’arrivo a Palazzo del commissario prefettizio Giacomo Barbato, a cui poi è seguita a giugno l’elezione a sindaco del civico Damiano Coletta. “Abbiamo scoperto un sistema di illegalità diffusa – ha dichiarato in conferenza stampa il procuratore capo di Latina, Andrea De Gasperis – con ben 152 appalti assegnati eludendo la gara ad evidenza pubblica, per un valore di 2,4 milioni di euro. Una vicenda che ora segnaleremo anche alla Corte dei Conti e all’Anticorruzione”. Illeciti andati avanti dunque per anni, per favorire sempre gli stessi imprenditori, quelli legati ai politici, e a cui hanno partecipato attivamente una serie di funzionari comunali. “Siamo arrivati al punto che per far funzionare i condizionatori dello stadio le schede venivano tolte all’ospedale e che per un campo di calcio l’allaccio all’energia elettrica è stato compiuto abusivamente”, ha aggiunto il comandante del Nucleo investigativo del comando provinciale dell’Arma, il maggiore Paolo Befera.

“Gli esiti della complessiva attività di indagine – precisa il gip del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, nell’ordinanza di custodia cautelare emessa – mettono in evidenza l’esistenza nel Comune di Latina di un collaudato sistema criminale, radicato nei vertici politico- amministrativi, incentrato sulla rigorosa applicazione di logiche affaristiche e clientelari in diversi settori, per realizzare profitti e vantaggi ingiusti a imprenditori legati ai pubblici amministratori ovvero per assicurare voti a sé o ad altri in occasione di competizioni elettorali o per ottenere posti dirigenziali o conferme delle nomine già avute, ossia una gestione della cosa pubblica per fini esclusivamente privati, con ingenti e irreversibili danni all’economia e al territorio del Comune di Latina”.

Fenomeno ancor più pesante sul fronte del Latina Calcio, che vede il deputato Maietta indagato anche per concussione, essendo arrivato a minacciare un dipendente comunale e coindagato, Nicola Deodato, per far acquistare a spese del Comune un gruppo elettrogeno per lo stadio: “Ma tu pensi di fare la guerra a me? Se tu me la vuoi fare, te la faccio io a te, informati bene chi sono; se mi fai la guerra diventa un casino; risolvi sto problema”. E Maietta è uno particolarmente vicino al clan nomade Di Silvio, strettamente legato ai Casamonica di Roma, particolare per il quale era già stato indagato in un’altra inchiesta su un’associazione criminale messa in piedi dai rom, in quel caso per aver ordinato minacce ai danni di un esponente del Pd locale che lo criticava. Ma nell’indagine attuale, per cui è stato chiesto l’arresto, secondo gli inquirenti avrebbe completamente assoggettato il Comune ai suoi voleri, sfruttando nuovamente i rom. “La forte influenza del Maietta sull’attività amministrativa – scrive sempre il

gip Mattioli – deriva non solo dalla carica da lui rivestita, ma anche dagli stretti legami con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata locale, a cui risolta parimenti assoggettato il Comune di Latina”. Deodato a un imprenditore: “Dovresti andà a vedé la caldaia là a Campo Boario che c’ho ‘sti zingari che me stanno a massacrà”. Si passa così dai fasciomafiosi romani ai fasciocorrotti pontini.

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