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8 lug

Latina, sub perde la vita mentre pulisce lapide padre morto in immersione 11 anni prima

Quel mare che tanto amavano, in cui non mancavano mai di immergersi, è diventato per entrambi una tomba. Triste destino quello che ha accumunato due sub di Latina, padre e figlio, entrambi morti con la muta indosso. Questa mattina sul litorale del capoluogo pontino, al largo di Foce Verde per l’esattezza, con alcuni amici si era immerso Francesco Annecchiarico, 44 anni. In quel punto c’è una statua sommersa di Cristo e vicino una lapide in memoria di Rodolfo Annecchiarico, padre del 44enne, che quest’ultimo voleva ripulire. Colto forse da un malore, il sub ha però perso i sensi e i tentativi degli amici di strapparlo alla morte sono risultati vani. Un dramma per cui la Procura di Latina ha disposto un esame autoptico.

Undici anni fa, nelle acque dell’isola d’Elba, a Marina di Campo, mentre era in immersione morì invece Rodolfo Annecchiarico, Rudy per gli amici, lo stesso che tempo prima si era reso protagonista del recupero di un aereo abbattuto durante

la seconda guerra mondiale e sepolto sui fondali di Latina. Aveva 59 anni e con la ditta Tecnosub del capoluogo pontino stava eseguendo la manutenzione della condotta sommersa del depuratore. Un tubo, lungo 50 metri e pesante 30 tonnellate, sorretto da alcuni palloni, gli cadde addosso e lo schiacciò sul fondale. Un incidente per cui gli amministratori dell’azienda vennero anche condannati dal Tribunale di Livorno per omicidio colposo. Oggi l’altra tragedia.

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