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15 mag

L’atto di accusa del Nyt, “Roma non sei più quella di una volta”

Roma, non sei più quella di tanti anni fa: il New York Times dedica righe sconsolate al fascino ormai perso della Città eterna, capace una volta di stregare scrittori americani e dare agli schermi grandi attrici italiane.

In un lungo articolo, il giornale americano rievoca lo speciale rapporto che si era instaurato tra la Capitale ed un Tennessee Williams all’apice della carriera, per concludere che la città di oggi ha perso veramente molto del suo fascino. Una volta era “swinging”, scrive il New York Times utilizzando una definizione che usata non a caso per definire la Londra dei Beatles, delle minigonne e dei Rolling Stones. Nei suoi numerosi viaggi, il primo dei quali nel 1948, Williams scrive a Roma “in tutto o in parte alcuni dei suoi capolavori, come ‘La gatta sul tetto che scotta’ e ‘La Rosa tatuata’”, la cui riduzione cinematografica avrebbe valso ad Anna Magnani (di cui divenne con il tempo molto amico) l’Oscar.

Altro che Parigi, la cui “breve sosta dello scrittore è deludente”. E’ da Roma, dalla Roma del dopoguerra e della Dolce Vita che Williams “viene conquistato immediatamente”. La città “diviene lo sfondo e l’ispirazione per quello che è uno dei periodi più fruttuosi della sua attività”. Vita e gioia di vivere.

E ora? Ora “via Veneto come i grandi alberghi sembrano sopravvissuti al loro splendore. La strada è ancora di livello, ma le sue trattorie turistiche e i suoi alberghi a catena, tristemente, paiono poco adatti a ricordare che in una vita precedente questo era il luogo dello struscio dei film di Fellini”. Ugualmente “Molto della Roma che Williams conobbe ed amò – la swinging, ariosa Roma degli anni ’50 e ’60

– se ne è andato da molto tempo, asfaltata da catene anonime di negozi, trappole per turisti e filiali di banche”.

Ci sono “locali che del passato mantengono solo il nome”, come quel caffè “che adesso è solo la blanda estensione di un albergo vicino, dove la clientela pare essere composta da uomini d’affari in trasferta dotati di una compagnia femminile quanto annoiata”. Ai “tempi d’oro” non è seguito molto

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