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20 mar

Lazio, da Djordjevic a Luis Alberto le riserve flop. Inzaghi deluso


L’OCCASIONE PERSA con il Cagliari alimenta il dibattito su difetti già noti di questa Lazio. Sembravano superati, non lo sono. Resta giustificata, in particolare, la critica sulla mancanza di alternative valide nel reparto d’attacco: eccessiva la distanza tra la qualità di Immobile, Anderson e Keita rispetto alle riserve Djordjevic, Lombardi e Luis Alberto. Si è visto nella ripresa a Cagliari: quando sono entrati il serbo e lo spagnolo, la Lazio invece di creare più occasioni ha rischiato di perdere. E si è arrabbiato, Inzaghi, perché Djordjevic doveva dare una mano in area a Immobile e al contrario ha giocato lontano dalla zona pericolosa; Luis Alberto, già spento di suo, non è stato cercato e servito nel modo giusto dalla squadra. Ma al di là dei rilievi tattici specifici, la mancanza di attaccanti che possano ribaltare lo scenario entrando a gara in corso è una lacuna acclarata. A parte Keita, ovviamente: per il senegalese il discorso è inverso, cioè rende molto di più quando viene mandato in campo nella ripresa.

Utilizzato dall’inizio ha spesso steccato, come a Cagliari. Inzaghi, suo grandissimo estimatore, non ha gradito: «Deve crescere, Keita. Ha bisogno di migliorare soprattutto in zona gol». Il tecnico vorrebbe trattenerlo, mentre sarà di sicuro divorzio a fine stagione con Djordjevic, a segno una sola volta nelle ultime 37 presenze in Serie A (1476 minuti): l’attenuante è che il serbo ha giocato per lo più spezzoni di partita, spesso nel finale di gara.

Poi c’è la questione caratteriale, evidenziata da Hoedt già negli spogliatoio di Cagliari. Stavolta la personalità è mancata, ed è mancata soprattutto quella feroce voglia di vincere e quella determinazione che hanno portato la Lazio a sognare la Champions. Sogno infranto in una ventosa domenica di marzo: irritata la società, che si aspettava ben altra prestazione

per restare a 4 punti dal terzo posto e allungare sull’Inter. Il calendario ora preoccupa: dopo la sosta per le nazionali (ben 11 biancocelesti impegnati, altro motivo d’ansia per Inzaghi), Sassuolo in trasferta e Napoli in casa. In mezzo, l’attesissimo ritorno della semifinale di Coppa Italia con la Roma: per come si stanno mettendo le cose, il sospetto/timore è che in quella partita le due squadre si giochino un’intera stagione. Si salvi chi può.

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