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5 lug

Lazio, è caos Bielsa un altro rinvio Il club in ansia

COL fiato sospeso. Neanche per una società come la Lazio, abituata a “fattori imponderabili” di ogni genere, ci si poteva aspettare un epilogo così teso. Bielsa non arriverà nemmeno oggi, lo farà domani. Forse. Di sicuro c’è il suo nome sul biglietto dell’aereo che atterrerà a Fiumicino alle prime luci dell’alba, giusto in tempo per andare direttamente in clinica Paideia e svolgere le visite mediche in programma alle 8. Il problema è capire se alla fine prenderà quel volo: per farlo deve prima passare all’ambasciata italiana in Argentina e ritirare il visto per lavoro, ultimo documento necessario per iniziare la sua nuova avventura in Italia. Quel foglio è lì, pronto da giorni, ma il tecnico non se n’è curato.

Colpa di acquisti non ancora arrivati? O magari della possibilità di allenare di nuovo l’Argentina (il ct Martino ha dato ieri le dimissioni) e condurla a Olimpiadi e Mondiali? C’è confusione, ormai può valere ogni cosa. Di sicuro sia l’allenatore che il suo staff (5 collaboratori) hanno firmato i contratti con la Lazio e la società è convinta di averlo accontentato in tutto, tanto da aver bloccato due “suoi” giocatori, il difensore brasiliano Rodrigo Caio e l’attaccante ecuadoriano Enner Valencia.

Ecco perché un dietrofront adesso sarebbe davvero clamoroso: qualcosa di unico nel suo genere, anche per gente temprata a colpi di scena come i tifosi biancocelesti. Loro sono increduli e inferociti per questa estenuante vicenda, che sta rovinando anche una novità positiva quale è l’arrivo di un allenatore del calibro di Bielsa. E la società lo sa bene. Forse è per questo che non si dà alcun ultimatum all’argentino, per evitare di rompere un equilibrio che già ora sembra poggiare su un vassoio di cristallo. Se si rompesse sarebbe il caos più totale. La Lazio si è sì cautelata con quei contratti firmati, con Simone Inzaghi che guarda caso non è ancora della Salernitana e con l’ipotesi Marcello Lippi come possibile alternativa. Ma una figura del genere a livello internazionale avrebbe ripercussioni devastanti

sull’ambiente.

Lotito comunque non aspetterà all’infinito: per alcuni la dead line è fissata al 10 luglio, giorno della partenza di Auronzo, per altri (più plausibile) proprio a domani. In caso di ulteriori problemi, già si parla di una possibile causa per inadempienza contrattuale, ma è prematuro. Per ora si naviga a vista, il mare è già una tempesta. E i dirigenti della Lazio affrontano le onde, rigorosamente in apnea.

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