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19 nov

Lazio-Genoa 3-1: turbo Felipe, Inzaghi non si ferma più

ROMA – Continua a sorprendere, la Lazio di Inzaghi. Vince anche dopo la sosta, uno dei pochi tabù rimasti, e infila l’ottavo risultato utile consecutivo (18 punti), miglior serie positiva del campionato insieme all’Atalanta. Battendo 3-1 il Genoa all’Olimpico con qualche spettatore più del solito (la media stagionale era di 18mila, stavolta 25mila le presenze), la Biancoceleste sorpassa di nuovo il Napoli e soprattutto si porta a un solo punto dalla Roma, avversaria nel derby tra 15 giorni. Ma quella sarà un’altra storia. Questa racconta di una squadra che sa anche reagire alle difficoltà: subìto il gol del pareggio di Ocampos al 7′ della ripresa, le bastano solo 5 minuti per tornare in vantaggio, grazie al protagonista assoluto della partita, quel Felipe Anderson che ormai si esprime ad alti livelli con confortante continuità.

Proprio il brasiliano aveva sbloccato il risultato già all’11’ con una rasoiata da 25 metri. In ritardo Perin, bravissimo invece Anderson a calciare al volo di collo esterno destro. Riesce a tenere la palla bassa, il genietto della Lazio: un prodigio di tecnica e coordinazione. Poi Immobile due volte ha la palla del 2-0, ma prima Orban e poi Burdisso salvano in extremis: nella seconda occasione, strepitosa l’azione di un sempre più convincente Keita. Il Genoa corre ma non crea granché. Allora nella ripresa Juric inserisce la punta Ninkovic al posto dell’evanescente Rigoni e subito arriva il pareggio: gran palla filtrante di Laxalt per Ocampos, che converge da sinistra al centro e poi tira forte e preciso alla destra di Strakosha, il sostituto di Marchetti. La Lazio non si scompone, è questa la sua forza, e sfrutta un regalo dello stesso Ocampos, che sulla linea laterale destra regala un pallone letale a Basta. Il serbo attiva subito il turbo di Anderson, sgambettato da Orban in piena area. L’inevitabile rigore non lo batte il goleador Immobile, ma il capitano e leader Biglia, tra i migliori in campo nonostante le fatiche con la sua nazionale contro Brasile e Colombia: freddissimo, il regista fulmina Perin per il 2-1.

A differenza della Lazio, il Genoa non sa reagire. Pavoletti è in ritardo di condizione e al 16′ st viene sostituito da Simeone: il papà da queste parti è stato un idolo assoluto, uno degli eroi dello scudetto 2000. Ma i biancocelesti in campo non si lasciano distrarre e chiudono la partita: puntuale il difensore Wallace a scaraventare alle spalle di Perin una palla vagante, involontariamente toccata all’indietro da Ninkovic. Non a caso il difensore brasiliano della Lazio si chiama Fortuna. Ma è anche bravo, più di quanto ci si aspettasse (anche se è costato 8 milioni). Con Biglia e Wallace, in gol per la prima volta in questo campionato, salgono addirittura a 13 i marcatori della Lazio. È il segnale che la banda Inzaghi gira a mille, tutti si sentono coinvolti e si aiutano in campo: a questo punto i biancocelesti si sentono concretamente in corsa per l’Europa sfuggita due anni fa, quella che emoziona di più, insomma la Champions.

LAZIO-GENOA 3-1

Lazio (4-3-3): Strakosha 6.5 ?- Basta 6.5, Wallace 7, Radu 6.5, Lulic 6.5 ?- Parolo 6.5, Biglia 7 (39′ st Murgia sv), Milinkovic 6 (25′ st Cataldi 6) -? Felipe Anderson 7.5, Immobile 6, Keita 7 (29′ st Patric 6).

Genoa (3-4-2-1): Perin 5 -? Izzo 5, Burdisso 5.5, Orban 4 -? Edenilson 5.5, Rincon 5.5, Veloso 6, Laxalt 6 -? L. Rigoni 5 (1′ st Ninkovic 6), Ocampos 6 (35′ st Pandev sv) – Pavoletti 5 (16′ st Simeone 5.5).

Arbitro: Di Bello 6.5.

Reti: 11′ pt Felipe Anderson, 7′ st Ocampos, 12′ Biglia rig, 21′ st Wallace.

Note: espulso Orban; ammoniti Rincon, Veloso, Edenilson, Patric; spettatori 25mila circa.

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