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22 ago

Lazio, Il tendine di Felipe preoccupa Inzaghi

Poco più di una settimana alla fine del mercato, l’ambiente biancoceleste è sempre più spazientito per l’attesa degli ultimi colpi ancora non arrivati. Un’esigenza resa più evidente dall’assenza contemporanea (per motivi completamente diversi) di Felipe Anderson e Keita, due che hanno chiuso la scorsa stagione, rispettivamente, con 5 e 16 gol, più 14 e 6 reti propiziate tra assist rigori guadagnati e così via. Le due principali “spalle” di Immobile, insomma, attualmente sono rimpiazzate da Caicedo, ancora in fase di rodaggio, e dal baby Palombi. Anderson è fuori per una fastidiosa tendinopatia, che sta curando con terapie specialistiche e riposo. Un malanno simile (anche se in un punto diverso) a quello che ha colpito Parolo: c’è inquietudine, perché oggi il brasiliano è ancora più importante vista la situazione di Keita.

La Juventus intanto si chiama fuori per il senegalese: “Per noi è un discorso chiuso”, ha detto l’ad bianconero Marotta. Ora restano due opzioni: o la situazione si sblocca negli ultimi giorni di mercato (a prezzo dimezzato rispetto alla richiesta di 30 milioni di Lotito), oppure sarà guerra legale che andrà avanti ben oltre il 31 agosto. Ecco perché i tifosi spingono per un acquisto che possa sostituirlo: i tre obiettivi d’inizio mercato – Borini, Gomez e Azmoun – hanno preso strade diverse, il “piano D” può essere l’ingaggio di un nuovo centrocampista, per schierare in via definitiva Luis Alberto sulla trequarti.

Riflessioni in corso, così come per il sostituto di Hoedt: oltre a Paletta e un “mister X” tenuto nascosto, il club sta valutando i due profili della Seg (gli agenti di de Vrij) Jeffrey Gouweleeuw dell’Augsburg e Jordy de Wijs del Psv Eindhoven

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Caso Gomis: il Giudice sportivo ha rimandato alla Procura Federale la decisione (entro il 1 settembre) su quanto accaduto nella partita con la Spal, quando dalla Curva Nord “si sono levati ripetutamente cori insultanti nei confronti del portiere della squadra avversaria”.

Nel referto dell’arbitro non ci sono riferimenti di natura razziale o discriminatoria, ma se invece dopo analisi approfondita (il Procuratore convocherà i tre collaboratori presenti a bordocampo) i “cori insultanti” dovessero

essere considerati tali (e percettibili in maniera rilevante), allora la Nord rischierebbe due giornate di squalifica: si attiverebbe infatti anche la pena di un ulteriore turno inflitta con la sospensiva lo scorso 2 maggio dopo il derby con la Roma, per gli ululati a Rüdiger. Se invece tutto sarà derubricato a una volgare abitudine da stadio (il solito insulto al momento del rinvio del pallone, non razzismo) come da referto, la società al massimo rischia un’ammenda.

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