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13 nov

Lazio, Immobile e il rimpianto tedesco: “Tuchel mi vietò l’interprete”

ROMA – Da Miro a Ciro, il passo è breve. È stato sufficiente sostituire una consonante, ma il risultato non è cambiato. Il centravanti arrivato in estate dal Siviglia per circa 9 milioni ha preso subito il posto lasciato libero da Klose. Sia quello nel cuore dei tifosi, che quello di uomo copertina della Lazio da esportare in giro per il mondo. Ci è riuscito a suon di gol, già 9 in 12 partite con la maglia biancoceleste, più altri 4 su altrettante presenze in Nazionale. Un avvio di stagione impressionante, al di là delle più rosee aspettative.

“TUCHEL MI PROIBÌ L’INTERPRETE” – E in Germania c’è chi comincia a pensare che forse i giudizi siano stati un po’ troppo affrettati. Che forse, un altro anno al Borussia Dortmund avrebbe potuto aiutarlo a consacrarsi anche in Bundesliga. Alla vigilia della partita dell’Italia con la Germania, l’illustre magazine tedesco Kicker ha intervistato l’attaccante della Lazio, a partire proprio dalla sua esperienza in terra teutonica: “Per non me è stata una stagione negativa. Ho segnato 4 gol in Champions League, poi sono finito ai margini. Mi dispiace per come ci siamo lasciati, sono certo che avrei potuto dare di più e che avremmo potuto festeggiare insieme altri successi”. Non è stato così, anche perché con il passaggio da Klopp e Tuchel sono cambiate un po’ di cose: “Al tempo Klopp mi concesse di avere un interprete, ma quando arrivò Tuchel me lo proibì: così divenne difficile capire cosa mi dicesse. E poi non è vero quello che si diceva, su un mio presunto rifiuto di studiare la lingua. Semplicemente il tedesco è tremendamente difficile da imparare”.

“DIFFICILE SOSTITUIRE LEWANDOWSKI” – C’è qualche rimpianto da parte del giocatore per non essere riuscito a imporsi e raccogliere nel migliore dei modi l’eredità (pesante) lasciata dal trasferimento di Lewandowski al Bayern Monaco: “Probabilmente non avrei raggiunto il suo livello, ma sono certo che avrei potuto dare molto di più se fossi rimasto. Mi è dispiaciuto andarmene via così. I compagni con cui ho legato di più all’epoca? Aubameyang, Reus e Sokratis”. Anche lo stesso campionato tedesco è un elemento che ha affascinato Immobile: “La serie A è straordinariamente tattica, in Spagna si ama il bel calcio. Della Bundesliga mi piace che nonostante il dominio del Bayern Monaco ogni anno può esserci una sorpresa, come lo sono adesso il Colonia o l’Hertha Berlino”.

“MAI SOFFERTO COME ALL’EUROPEO” – Immobile è poi passato a parlare della sfida tra le due nazionali in programma domani sera a San Siro. E quando gli viene domandato chi sia il migliore a suo giudizio tra Buffon e Neuer, non ha alcun dubbio: “Della Germania mi piace tantissimo Özil, ma noi abbiamo Buffon, il portiere più forte del mondo”. Le due squadre si incontreranno di nuovo dopo l’eliminazione di questa estate dai quarti di finale dell’Europeo in Francia: “Non ho mai sofferto così tanto nella mia carriera. Eravamo allo stesso livello, ma ce ne siamo dovuti tornare a casa a mani vuote. Mi sono serviti giorni per elaborare quello che era successo. Adesso vedremo a che punto siamo e se potremo ancora giocarcela alla pari”.

“KLOSE A ROMA È UN MITO” – Farà un certo effetto, per i tifosi della Lazio, vedere lui in campo da una parte e Klose in panchina dall’altra, da assistente di Joachim Löw: “Miro è un mito a Roma, è ancora un eroe e fa parte della storia di questo club. Sono contento che abbia realizzato il suo sogno di entrare nello staff della nazionale tedesca. Lui ha il record di gol nelle fasi finali di Coppa del Mondo, chi altro avrebbero potuto scegliere se non lui?”.

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