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2 mag

Lazio, Inzaghi dei record. Europa a tre passi e ora la sua rosa vale più del triplo

Per la Lazio è proprio l’anno dei record. Vincendo il derby “in trasferta”, Simone Inzaghi ha eguagliato quello storico dei successi fuori casa (9). E se domenica piegherà la Samp all’Olimpico, non solo sarà matematicamente qualificato in Europa League (se il Milan non vince contro la Roma, matematico anche il quinto posto, con automatico rinnovo del contratto fino al 2019), ma batterà anche il primato dei punti nell’era Lotito (e dei campionati a 20 squadre): è a 67 contro i 69 di Pioli.

Soprattutto si avvicina, Inzaghi, al record assoluto di Eriksson, 72 punti nel 2000, anche se allora la Serie A era a 18 squadre. Ma forse i numeri che lo gratificano di più sono quelli relativi alla valorizzazione della rosa: con lui, la Lazio ha fatto il salto triplo, per la felicità di Lotito.

L’organico della Biancoceleste, infatti, adesso ha un valore di mercato complessivo di 286 milioni, contro i 92,2 di inzio stagione, considerando i prezzi d’acquisto dei giocatori. Patrimonio triplicato, insomma: oltre a quelli sul campo, un altro successo per Inzaghi, bravo a lanciare i giovani, motivare i più esperti, coinvolgere tutti. Ma un “premio” significativo anche per le scelte della società sul mercato.

I giocatori acquistati la scorsa estate ora hanno ben altro prezzo, a partire dal goleador Immobile: preso per 9 milioni, ne costa 35. E ha già rifiutato proposte interessanti, la Lazio, per Wallace: comprato a 8, ora vale 15. Ancora: Bastos è passato da 6.5 a 9 e la cifra è destinata a salire. Come quella di Lukaku, che dopo un avvio complicato sta convincendo tutti: pagato 5, adesso è a 8.

Rivalutata anche la campagna acquisti dell’estate 2015, visto che il giocatore più caro della rosa è Sergej Milinkovic, preso due anni fa a 6 milioni: ora ci sono club di Premier e Liga disposti a pagarlo 40. Un affare clamoroso esattamente come il colpo Keita: il derby-boy è costato 268mila euro, adesso Lotito pretende 30 milioni per cederlo (il Milan è convinto di ottenere un lauto sconto perché il contratto scade nel 2018): in ogni caso sarebbe una plusvalenza da urlo.

Discorso simile per Felipe Anderson, anche lui intorno ai 30 milioni: la Lazio lo pagò 7,5. E che dire di Wesley Hoedt, arrivato a parametro zero due estati fa? Ora servirebbero almeno 10 milioni per strapparlo al club biancoceleste, che punta su di lui per il futuro. Plusvalenza in arrivo invece per il suo amico e connazionale de Vrij: vale 35 milioni (Atletico Madrid in pole), contro i 7 che furono necessari per portarlo a Roma.

Salto in alto anche per i “vecchi” Biglia (da 8 a 15), Parolo (da 5,5 a 10) e Lulic (da 3 a 7). Altro tesoro, i debuttanti Strakosha, Murgia e Lombardi: cresciuti in casa, ora costano rispettivamente 7,

6 e 5 milioni. Rinnovati i loro contratti, Lotito adesso vorrebbe blindare Keita e Biglia: “Quello che dobbiamo fare, facciamo”, assicura il presidente, che intanto ufficializza l’accordo con lo sponsor Seleco fino al 2018 e ringrazia i tifosi per il sostegno nel derby. La nota stonata, i cori razzisti contro Rudiger: Nord squalificata per un turno con la condizionale. In pratica la pena è sospesa, ma alla prossima violazione la Curva verrà chiusa per due giornate.

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