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7 mag

Lazio, Inzaghi, è festa: “Europa centrata tutti da confermare”

In mixed zone c’è Immobile che racconta il 7-3 sulla Sampdoria, i 25 gol stagionali con la Lazio – solo Signori (32) e Crespo (28) hanno fatto meglio – e la certezza matematica del ritorno in Europa. Parla della forza del gruppo, della scelta di cedere il rigore ad Anderson, semplicemente perché secondo lui in quel momento Felipe ne aveva bisogno. Mentre spiega questo concetto, da dietro si sente una voce volutamente stridula: “Ciao Ciruzzo, quanto sei bello. E che belle scarpe”.

Non è un’ammiratrice, ma il suo compagno di reparto, Keita. Immobile se la ride: “Gli piace scherzare con tutti, è così. Abbiamo un bel rapporto”. Un divertente siparietto che la dice lunga sulla sintonia tra i due attaccanti: ieri, con la doppietta di Ciro e la rete di Baldé Diao, sono arrivati a 36 in stagione, come Signori e Fuser nel 1992/1993. E il record biancoceleste di 38 dello stesso Beppe- gol e Casiraghi del 1995/96 ora è distante appena due lunghezze: “Quando si va in campo – dice Immobile – e si gioca l’uno per l’altro, in velocità come piace a noi, è difficile per gli avversari. Keita ha grandi qualità e mi rende tutto più semplice”. E il giovane senegalese non può che essere d’accordo: “Ci capiamo a meraviglia dal primo giorno e si sta vedendo sul campo”.

Ecco perché Simone Inzaghi spera di averli di nuovo insieme anche la prossima stagione: “Questo gruppo ci ha portato in Europa, ho chiesto alla società di confermarli tutti in blocco”. E Keita continua a lanciare segnali di apertura: “Vivo il presente, sto con la Lazio e continuerò a dare tutto per questa maglia”. Adesso tocca a Lotito fare il definitivo passo in avanti. Stesso discorso vale per il rinnovo dell’allenatore, in teoria solo una formalità: “Sì, dovrebbero essere così. Ma io e il presidente siamo stati molto impegnati, in questa settimana si troverà il tempo necessario”.

È il giusto riconoscimento per quanto fatto quest’anno, nonostante la partenza choc per il caos Bielsa: “Non mi piace scherzare su questo argomento. Credo ci sia un disegno per tutti e che il mio fosse quello di diventare l’allenatore della Lazio per via del lavoro svolto nelle giovanili”. No, di sentirsi un ripiego non ne vuole proprio sapere Inzaghi. Sarebbe ingeneroso per un allenatore che continua a stabilire record, l’ultimo quello di vittorie in un singolo campionato di Serie A (21). E che con un altro successo

toccherebbe quota 73 punti, come nessuno è mai riuscito prima di lui: “Ritornare in Europa con tre giornate d’anticipo è qualcosa di straordinario. Non era semplice, dopo i derby possono esserci dei cali di tensione. La Coppa Italia? Ora pensiamo solo alla Fiorentina”. Nella trasferta in Toscana però qualche big riposerà, sicuro. La stagione per la Lazio di Inzaghi è già memorabile. Ma con la vittoria di un trofeo diventerebbe leggendaria.

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