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2 mar

Lazio-Juventus 0-1: decide Dybala, magia al 93′

ROMA – Con il solo merito di aver fatto il primo e unico tiro in porta all’ultimo dei tre minuti di recupero, e quando mancavano oramai 30 secondi alla fine, la Juventus ha vinto anche in casa della Lazio, probabilmente lo scoglio più arcigno da aggirare da qui alla fine del campionato, ovviamente confronto diretto con il Napoli escluso. Ha risolto il peggiore in campo, Paulo Dybala, che ha fatto una sola cosa giusta ma enorme e decisiva, proprio quando ormai lo zero a zero sembrava scolpito nei codici. Rugani ha mandato in avanti l’ultima palla utile, che la Joya è stato bravo a intercettare al limite dell’area, a difenderla dall’assalto di Parolo (Luiz Felipe era stato eluso dal movimento dello juventino) e a trovare il tempo per colpirla quando era ormai quasi a terra, di destro, creando una traiettoria imprevedibile e imprendibile per Strakosha, che per la partita intera non aveva dovuto fare neanche una parata. Logico, visto che la Juve non aveva fatto neanche un tiro in porta.

Il gol di Dybala fa schizzare il voto dell’argentino dal 4 che aveva meritato fino a quel momento a un 7 abbondante, ma del resto il karma dei campioni è questo: dal nulla, cavare un diamante. Oltre che per quel gesto la tecnico, la Juventus ha vinto solamente perché la Lazio si è squagliata nella stanchezza dopo i 120 estenuanti minuti giocate mercoledì notte sotto la pioggia in Coppa Italia e con una formazione sostanzialmente simile a questa, perché il turn over è un lusso che Inzaghi non può permettersi. Dopo un primo tempo baldanzoso e un paio di occasioni interessanti (Milinkovic-Savic di testa, Immobile di destro: Buffon ha neutralizzato entrambi), i laziali hanno pian piano perso il controllo del gioco per evidente spossatezza: non avevano più la forza per andare a caccia del pallone né per rilanciare il contropiede.

E dopo aver controllato il primo tempo, hanno dunque interamente concesso il secondo alla Juve che però al di là di un insistente possesso palla (69 a 31, nella ripresa) non ha saputo andare, menando inutilmente il torrone a ritmi bassissimi e moncordi e in aree ben lontane da Strakosha. Allegri aveva scelto il 3-5-2 per consentire a Dybala di muoversi nel suo ruolo preferito, alle spalle della prima punta, ma già dopo una mezzora ha corretto l’assetto in un 4-3-3 in cui Lichtsteiner è andato a far l’ala. La partita ha cambiato volto con i cambi: Felipe Anderson non ha inciso mentre Douglas Costa e soprattutto Alex Sandro, entrato al posto dell’esausto Mandzukic, hanno agitato un po’ le acque, anche se la Lazio ha saputo difendersi senza affanno e nei minuti di recupero era addirittura riuscita ad affacciarsi di nuovo nella metà campo altrui. E mentre la partita si stava stancamente trascinando verso un orribile ma esattissimo 0-0, Dybala è riemerso dalle sue nebbie e ha deciso: il tempo dirà se solo questa partita o il campionato intero.

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