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14 mag

Lazio, le mosse di Inzaghi: Keita è in rimonta. Ottimismo per Parolo

Inzaghi è ancora preoccupato per Parolo, ma decisamente meno rispetto a sabato sera. Rassicuranti i controlli ecografici di ieri mattina a Formello: solo un fastidio ai tendini dietro il ginocchio, niente di muscolare. “Sono abbastanza ottimista perché gli accertamenti hanno dato esiti soddisfacenti”, dice il dottor Rodia, responsabile dello staff sanitario della Lazio. Ha già iniziato, Parolo, le terapie necessarie: oggi non si allena, domani invece lavorerà con il gruppo. Ecco, quello sarà il provino decisivo, alla vigilia della finale di Coppa Italia: se non ci saranno ricadute o contrattempi, il maratoneta biancoceleste contro la Juve mercoledì sera sarà regolarmente al suo posto. Finora Inzaghi non ha voluto neanche pensare ad alternative, è convinto di recuperare il suo preziosissimo centrocampista e punto.

Più complicata, e si era capito subito, la situazione di Lukaku: “Confermato – annuncia Rodia – il risentimento al retto femorale della coscia destra. Lo stiamo monitorando e lo abbiamo subito sottoposto alle cure specifiche: chiaro che, visti i tempi ristretti, sia in dubbio per mercoledì”. Oggi nuova ecografia, in caso di progressi non è escluso che Lukaku vada in panchina, come peraltro inizialmente previsto. La squadra è fatta per dieci undicesimi, il modulo sarà il 3-4-2-1 con Strakosha in porta; Bastos, de Vrij e Wallace in difesa; Basta, Biglia, Parolo e Lulic a centrocampo; Milinkovic e uno tra Anderson e Keita alle spalle di Immobile. Già, il grande dubbio resta quello: dall’inizio giocherà il brasiliano o il senegalese? Inzaghi era orientato su Anderson, per questo ha fatto giocare l’altro titolare a Firenze.

Tuttora l’ex Santos va considerato in vantaggio, ma Keita appare in decisa rimonta: è in forma strepitosa, sempre più sicuro di sé, praticamente immarcabile. Ha segnato 7 gol nelle ultime 4 gare, derby incluso, è a quota 15 reti contro le 4 del “rivale”: sembra una lotta impari, al momento, invece è incertissima. Perché Keita quando entra a partita in corso sa essere comunque decisivo e rappresenta un cambio utilissimo, l’unico in grado di fare la differenza (tanto più che Lukaku è in dubbio), mentre Anderson il meglio lo dà quando gioca dall’inizio, la panchina lo devasta psicologicamente e il suo ingresso raramente sposta gli equilibri. Ecco perché Inzaghi vota ancora Felipe titolare, nonostante i dubbi che lo assillano: infatti il vantaggio ormai è minimo, vedremo se a Keita riuscirà il sorpasso (come vorrebbe la maggioranza dei tifosi).

Di sicuro, al di là dei singoli, la Lazio vuole giocare una grande partita e ribaltare il pronostico tutto dalla parte della Juve.

Domani alle 10.30 una delegazione di entrambe le squadre sarà ricevuta in udienza da Papa Francesco in Vaticano nella Sala Clementina di Palazzo Apostolico. Poi, mercoledì sera, tutto esaurito all’Olimpico: 65mila spettatori, la metà laziali. Il sogno è alzare la settima Coppa Italia della storia biancoceleste.

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