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2 mar

Lazio, Milinkovic alla Pogba: “Vincere il derby l’emozione più bella”

Il gigante con il viso da bambino corre felice per il campo dopo averla fatta grossa: ha segnato alla favoritissima Roma un gol spettacolare, scaraventando alle spalle di Alisson tutti i timori di una sfida diventata maledetta per la Lazio. Che poi l’uomo-derby, Sergej Milinkovic, di paure non ne ha: è un toro che aggredisce la partita e spesso se la prende. E quando succede, la Biancoceleste vince. Oltre agli avversari, fa impazzire i medici: vorrebbe giocare pure quando sarebbe meglio non rischiare, fermarlo è un’impresa anche per loro. Ha superato gli acciacchi, è andato in campo e non ha sbagliato una giocata.

Si è inventato il terzo tempo per segnare un gol di piede, come già aveva fatto per quello di testa all’Atalanta: è l’eredità che gli ha lasciato la passione per la pallacanestro, sport che la madre Milana Savic praticava da professionista. Alla fine Sergej ha scelto la strada del padre Nikola, i tifosi laziali ringraziano. «Secondo me è meglio di Pogba», ha scritto Gianni Mura su Repubblica, e neanche questo paragone fa paura al tuttocampista serbo. Che ha giocato il derby nella posizione preferita, un po’ trequartista incursore e un po’ mezzala, comunque libero di sprigionare la sua potenza nel cuore della difesa giallorossa. Ma a sorprendere sono quei piedi raffinati, da numero 10 con un fisico da decatleta.

«La cosa più bella della mia vita, vincere un derby» esulta su Instagram il giorno dopo. Per lui è già una stagione da record: 6 gol segnati, 4 in campionato e 2 in Coppa Italia; al Genk si era fermato a 5. A proposito di numeri: alla Lazio due estati fa è costato 10 milioni, ora vale il quadruplo. Da tempo lo osserva la Juve, anche se il suo fisico e il suo gioco sono perfetti per la Premier, dal Chelsea di Conte in giù. Ma il club biancoceleste se lo tiene stretto, il contratto di Milinkovic scade nel 2020 e presto sarà rinnovato. È stato il ds Tare a volerlo a tutti i costi, e appena preso, superando la concorrenza della Fiorentina, profetizzò: «Diventerà un top player del nostro campionato ». Appunto. Ora tra i tifosi è scoppiata la Milinkomania, sono pazzi di lui, sul web sospettano che da ragazzino giocasse nella categoria “Allievi Terminator” e via ironizzando. Sui siti laziali si parla di Milinkocrazia, un tuttocampista al potere. Ma non potrebbe esercitarlo senza una Squadra con la “s” maiuscola capace di esaltarne le doti. “Questo è un grande gruppo”, il post di Sergej subito dopo il derby.

In 6 milioni davanti alla tv hanno assistito allo show del 22enne serbo e della sua Lazio, mentre all’Olimpico erano in 32mila. Ieri i tifosi si sono scatenati sul web con sfottò assortiti, tra fotomontaggi (gettonatissimo “La La Lazio”) e video. Bersaglio preferito, Nainggolan: poche settimane fa aveva assicurato ai sostenitori giallorossi che «la Roma avrebbe vinto entrambe le sfide di Coppa Italia». Felici, i laziali fanno notare che nella stracittadina il record dei quattro successi in una stagione resta biancoceleste. Polemizzano solo per i 6 minuti di recupero concessi dall’arbitro: (anche) per il tempo perso dai raccattapalle, ha spiegato il quarto uomo alla panchina laziale. Esaltano la prestazione di Biglia, che grazie allo staff medico ha recuperato al meglio da un problema muscolare comparso la scorsa settimana e giocato un derby da applausi. Come Wallace, tra i più festeggiati a fine partita, il debuttante Strakosha, la sorpresa Lukaku, il rientrante Bastos.

Decisivi gli attaccanti: gli assist di Felipe Anderson e Keita (immarcabile quando entra a partita in corso), il primo gol nel derby di Ciro Immobile. Per lui domenica sera a Bologna possibile turno di riposo: in questo caso, Keita centravanti nello stesso modulo (3-4-2-1) visto nel derby. In difesa previsto il rientro di Hoedt, deluso dall’esclusione contro la Roma perché in tribuna all’Olimpico c’era il ct della nazionale olandese. Tra i tanti complimenti arrivati alla

Lazio, quelli del presidente del Coni Malagò, noto tifoso romanista: «Ha meritato la vittoria, ha giocato meglio e in un modo più intelligente. Il lato positivo è che non ci sono stati incidenti: non dev’essere un’eccezione, ma la regola ». La sorpresa è il post (su Instagram) a tinte biancocelesti di Alessio Romagnoli, l’ex difensore della Roma ora al Milan: lontananza e professionalità non spengono la sua passione per la Lazio.

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