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20 mag

Lazio, Uefa: Olimpico chiuso per i cori razzisti a Praga. Una panchina per tre

Con molta calma, la Uefa ha deliberato sui cori razzisti dei tifosi laziali nei confronti di Costa, giocatore di colore dello Sparta Praga. Il 10 marzo la partita (andata degli ottavi di Europa League), ieri la sentenza: porte dell’Olimpico chiuse per un turno. In più, ammenda di 50mila euro. La società farà ricorso: secondo la tesi difensiva, i cori razzisti sarebbero arrivati dai tifosi del Wisla Cracovia e del Legia Varsavia, mischiati ai circa 1500 laziali nel settore ospiti. Un duro colpo all’immagine del club biancoceleste, in passato squalificato per razzismo in altre tre occasioni, nelle stagioni 2004-05, 2012-13, 2013-14.

Intanto tiene banco la questione allenatore: “Entro la fine della prossima settimana comunicheremo il nome”, promette Tare. Ancora pochi giorni, giusto il tempo di ricevere una risposta da Jorge Sampaoli. Resta il problema della distanza economica: se l’argentino non accetterà l’ultima proposta della Lazio, allora è probabile che si continui con Inzaghi. “Dopo l’addio di Pioli – spiega Tare – siamo stati chiarissimi con Simone. Gli abbiamo dato una possibilità importante e lui l’ha sfruttata bene”. Se rimanesse Inzaghino, tra l’altro, non è da escludere un clamoroso ritorno di Reja, stavolta nelle vesti di dirigente. La terza via è rappresentata da Prandelli, che tratta la rescissione del contratto da 4 milioni con il Galatasaray.

Tare vuole mettere a disposizione del futuro allenatore una rosa di alto livello e giocatori che “garantiscano un valore aggiunto”. A partire dall’acquisto dell’erede di Klose, al quale – ribadisce il ds – è stato proposto un rinnovo di due anni nonostante le dichiarazioni del tedesco nel post-Fiorentina: “Forse era troppo emozionato, per questo ha detto quelle cose. Comunque non sarà semplice sostituire un campione come Miro. Stiamo cercando un centravanti di valore, che sappia andare in doppia cifra”. Un profilo alla Milik, insomma. Ma occhio a vecchie fiamme come Huntelaar o Yilmaz. Poi dovrà arrivare un difensore centrale titolare (favorito Jardel del Benfica), forse due se De Vrij non darà garanzie

assolute: “Ne prenderemo di sicuro uno, poi valuteremo l’olandese nelle prime settimane di ritiro. Ha già dato ampi segnali positivi, ma dopo un infortunio come il suo bisogna stare molto attenti”. Di certo si vuole imparare dalla scorsa stagione: “È stata una scommessa persa da parte nostra. Abbiamo fatto degli errori e vogliamo evitarli in futuro. Ne abbiamo parlato anche con la squadra: chi resterà dovrà dare l’anima per questa maglia”.

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