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2 nov

Le pagelle di Austria Vienna-Roma: personalità Paredes, Dzeko non sbaglia nulla

ROMA

ALISSON 6

Ha poco di cui preoccuparsi. Attento sulle palle alte, voglioso di dimostrare di saperci fare con i piedi. Però sul gol a freddo di Kayode va a scontrarsi con Rüdiger e non fa una bella figura lasciando che la palla sfili come se le sue mani fossero due ologrammi.

BRUNO PERES 7 L’arma che scardina la fascia sinistra austriaca in complicità con Perotti. Suo il cross basso per l’1-1 di Dzeko. Puntuale nel rispettare il dettato della “flessibilità” del modulo. E’ lui che deve determinare la famosa difesa a tre e mezzo. Presente anche nello folate del secondo tempo. Indispensabile per la Roma dei tanti infortunati il suo recupero.

RÜDIGER 6 De Rossi ad un certo punto gli fa da badante perché negli ultimi venti minuti il tedesco proprio non ce la fa più. E’ ancora un po’ macchinoso e si presume che fatichi ancora troppo a svolgere le normali chiusure o anticipi. Colpevole come Alisson (e Juan Jesus) in occasione del vantaggio dei padroni di casa.

Il voto è 6 solo perché la Roma ha comunque dominato.

DE ROSSI 6 Con Fazio e Manolas malati, torna in Europa dopo la squalifica e viene riposizionato in un ruolo nel quale cui non si esibiva da tempo, quello di centrale basso. E’ furbo a non esagerare nei movimenti ma capisce immediatamente che non ha senso che sia proprio lui a fare da ultimo uomo quando prende palla il rapido e anche un po’ isterico Kayode, cui nella circostanza destina un paio di zampate e si fa ammonire dopo essere stato a sua volta oggetto di una gomitata. Bravo a farsi trovare reattivo sulla stupidaggine del portiere Hadzikic e del pessimo Martschinko che regala alla Roma il secondo gol.

JUAN JESUS 6 E’ il migliore amico dell’Austria appena entrata in campo. Si fa prendere in velocità dal piccolo 21enne brasiliano Venuto, sbagliando completamente il posizionamento in campo, e dalla sua parte (non è assolutamente la prima volta) nasce la rete che manda sotto la Roma dopo appena due minuti. Si riscatta cavandosi dall’anima una maggiore attenzione. Ma soffre e fa soffrire chi lo vede. Troppo.

PAREDES 7 Cresce in personalità ad ogni minuto che passa in campo, sentendosi (forse a ragione) il leader dell’attuale centrocampo giallorosso, con Strootman ancora in ripresa e con Nainggolan spostato più avanti a fare l’incursore. Si fa male a un ginocchio che va in una specie di torsione a gamba tesa (non proprio iper-estensione) e la Roma trema perché di questi tempi ci si mette poco a finire in sala operatoria. Ma per fortuna era solo un brutto movimento senza conseguenze. Serve un assist splendido per Perotti che spreca davanti al portiere.

STROOTMAN 6 Reduce dal mal di schiena che ha fatto litigare Roma e nazionale olandese, non è al meglio. Per recuperare un inserimento ci mette troppo tempo e la sua lucidità si macchia spesso. Ma bisogna dargli tempo e campo. E ‘ una “lavatrice” senza elettricità.

PEROTTI 6 Torna titolare dopo l’infortunio. A Empoli è entrato e per poco non cambiava la partita. Con l’Austria ha ballato come seconda punta e come esterno di destra. Ha corso molto. Non sempre nel vivo del gioco. Spreca, come detto, una rete quasi fatta. Dal 39’ st Iturbe sv

NAINGGOLAN 6.5 Sembra aver (almeno parzialmente) ritrovato la proverbiale forza delle sue gambe e in questo modo fatica meno e spreca meno energia nei suoi recuperi e nei suoi contrasti. Trova la rete che chiude la partita. Presente sia come trequartista che come centrocampista: proprio come esige Spalletti nella sua corretta idea di una Roma composta da giocatori eclettici o, per dirla alla Ferguson, “universali”.

EL SHAARAWY 7 Vitale, molto mobile senza palla, rapido, lucido, tocca tanti palloni, uno di questi lo serve a Dzeko “che uno pensa che sia stato Totti a calciarlo”, ma per una volta il bosniaco si fa anticipare dal portiere. Sembra più a suo agio di prima quando si trova al centro delle operazioni, che si va a cercare. Dal 26’ st Gerson sv: non ha modo o voglia di aggiungere la sua firma, si limita ad esistere per 20 minuti al posto in realtà che era stato di Nainggolan.

DZEKO 8 Due reti lanciandosi verso la porta anticipando chi c’è sulla sua strada. Ma soprattutto una lucida percezione di quello che c’è da fare quando prende palla spalle alla porta. Non ha più cedimenti emotivi, non si perde più i palloni fra i piedi e quando serve assist o effettua passaggi lo fa con la forza che occorre. Non sbaglia quasi nulla.

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