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5 feb

M5S Roma, i malumori dei municipi. In chat tutte le manovre di Marra

Il meet up grillino del Seraphicum con i militanti dei municipi a far la voce grossa, da una parte; dall’altra gli scambi in chat del “Raggio magico” della sindaca. I due binari della domenica a 5 Stelle si sfiorano, senza mai toccarsi davvero. Perché nella convention pentastellata di ieri la posizione della prima cittadina e il suo stesso nome sono diventati un tabù. Nessun commento sulla bufera giudiziaria, solo qualche sparuta bocciatura. Come quella di Augusto Merletti, che a Virginia assegna un «cinque meno-meno». Per il resto della ciurma, almeno davanti ai giornalisti, Raggi è promossa a pieni voti, difesa a spada tratta dal marito.

Il tempo di una sigaretta e poi tutti dentro. Eccoli il capogruppo Paolo Ferrara e i consiglieri Calabrese, Montella, Guerrini, Grancio, Agnello, Zotta e Di Palma ad ascoltare la base. A prendere appunti durante l’applauditissimo intervento di Pino Giacomino. Attivista del municipio III, lo stesso dell’ortodossa Roberta Lombardi e del presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito, non si risparmia: «Noi non riusciamo a stabilire un dialogo proficuo con gli eletti. C’è uno scollamento ». Una frattura dovuta all’attenzione riversata dal M5S più sulle grane della sindaca che sui problemi della città.

«Bisogna cambiare passo», si dicono tra loro gli iscritti al Movimento. Lasciandosi alle spalle possibili crisi di giunta (con l’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini costretto a smentire un imminente addio). Cercando di dimenticare per un pomeriggio Romeo, Marra e le chat. Scambi di messaggi che, però, continuano a raccontare un Movimento infiltrato dai due ex fedelissimi della prima cittadina.

È febbraio e Raggi è la candidata: «Adesso inizia il bello», scrive Romeo a Marra. Nei botta e risposta tra i due entra anche Mariarosa Turchi, la dirigente anticorruzione a cui la sindaca ha scritto che a occuparsi della promozione di Renato Marra fosse stata lei e non il fratello Raffaele: «Il dipartimento Servizi scolastici ed educativi è compromesso — scrive Marra — tu penserai che la Turchi è stata fatta fuori? Invece no. Complimenti ». La macrostruttura è sempre di grande attualità. Ancora Marra: «Ho trovato come superare l’assessorato alle Risorse umane». La delega la terrà Raggi e lui diventerà il capo del dipartimento Personale.

Il Rasputin del Campidoglio agisce a tutto campo: «Ho completato il lavoro che mi ha chiesto Virginia sui primi

atti da compiere », scrive a Romeo dopo le elezioni. «Ho buttato giù le possibili assunzioni negli uffici di diretta collaborazione indicando gli importi». E il capo della segreteria politica risponde: «Bene. Chiedi al tuo amico di indagare sulla Muraro». L’ex assessora all’Ambiente appena cooptata in giunta su input del deputato Vignaroli. La risposta arriva alle due del mattino. Perché i due si sentivano anche nel cuore della notte.

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