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27 set

Mafia capitale, Carminati e gli altri: la sottile linea nera fra mala e politica

SONO tutti, o quasi, in carcere i boss della mala romana. Ma a governare la geografia criminale della città sono sempre e ancora loro. La manovalanza è fuori e pronta a tenere insieme quel che rimane di batterie che hanno fatto tremare il “mondo di sotto”. Il filo che lega i “capoccia” è uno: l’appartenenza alla destra eversiva, che da anni detiene il monopolio del traffico di armi. È una galassia criminale eterogenea – tifosi della Roma e della Lazio, politici del Pdl e di Forza Nuova, ex Nar e banda della Magliana – ma che porta una sola matrice: l’estrema destra. Per ricostruire intrecci criminali che hanno macchiato di sangue la capitale bisogna partire da una figura centrale, ma non apicale. Nicola Pirone.

LA LETTERA A CARMINATI

Tutto parte da un “preziosissimo dato emerso da accertamenti” eseguiti dal reparto anticrimine del Ros che aveva chiesto, e ottenuto, di intercettare dialoghi e corrispondenze in carcere del gruppo armato dell’inchiesta Mafia Capitale: Massimo Carminati, Riccardo Brugia, Roberto Lacopo. Il 18 dicembre del 2014, due settimane dopo l’arresto, il Cecato detenuto a Tolmezzo in “alta sicurezza 3” riceve con posta prioritaria una lettera da lui, Nicola Pirone, inviata dal carcere di Saluzzo dove resterà fino al 2021.

L’ACQUISTO DI ARMI

La biografia criminale di Nicola Pirone racconta di un suo amore viscerale per Alessandro Alibrandi, uno dei fondatori dei Nar in cui militava anche Carminati, a cui lui prepara dei manifesti dal carcere per commemorarne l’anniversario della morte, da recapitare al fratello, Lorenzo, che è attualmente il datore di lavoro di Sergio Carminati, fratello del Cecato. Dei recenti rapporti tra il Nero e Pirone parlò il collaboratore di giustizia Cassia indicandolo come acquirente di armi proprio da Carminati. “Pirone – si legge in un’informativa del Ros alla procura – aveva raccontato a Cassia durante una detenzione trascorsa insieme – di almeno due rapine, avvenute tra il 2008 e il 2009, portate a compimento attraverso l’utilizzo delle armi e l’appoggio logistico fornito da Carminati”.

IL CONSIGLIERE MUNICIPALE

Pirone sul campo opera solo con esponenti dell’estrema destra per mettere a segno rapine. Come Claudio Corradetti, detto il “Drago”, salito agli onori delle cronache nel 2013 per aver partecipato alla rapina all’Esquilino in cui perse la vita Giorgio Frau, ex Brigate rosse. Oppure con Giancarlo Scibetta, classe ’73, e Andrea Garzero (legatissimo a Brugia e Carminati) con cui fecero una rapina nel 2001 alla banca popolare di Bergamo di via Tiburtina 604 e in cui fu coinvolto (a arrestato) anche il consigliere Pdl, nell’era Alemanno, della giunta dell’ex XX municipio Federico Targa. Dal telefono di Targa dal 2009 al 2012 sono emersi contatti con Luigi Ciavardini (ex Nar), Roberto Grilli (lo skipper, grande accusatore della gang di Buzzi e Carminati) e Angelo Spreafico, legato a estremisti di destra come Giorgio Alfieri e Carlo Gentile, attualmente latitante.

LA BANDA DELLA MAGLIANA

Da una informativa del Ros emerge, “il rapporto dai contorni tuttora da chiarire” con Marco De Pedis, fratello di Renatino. Dal carcere Pirone invia a De Pedis quattro lettere indicando come indirizzo il suo ristorante, il “Popi Popi” in via delle Fratte di Trastevere 45. A lui De Pedis manda soldi, e ne ha tanti. Dice infatti il detenuto alla compagna che lo deve avvisare se lui rifiuta, perché “a me sto Marco m’ha rotto il cazzo, tirasse…er fratello gli ha lasciato 3/400 miliardi “.

NEMICI SOLO IN CURVA

Pirone legato ai gruppi oltranzisti di estrema destra della tifoseria della Lazio, dal carcere avvisa un suo fedelissimo, Francesco Ceci, detto “er nano”, militante di Forza Nuova e organico alla fazione della tifoseria biancoceleste “Banda de Noantri”. Preoccupato per gli arresti di Carminati che in qualche modo potrebbero portare al loro gruppo criminale – “calcola che il compare, er ciclope, mi ha aiutato un sacco eh, hai capito?” – lo mette sul chi vive: “Oh senti un po’, guarda che…preparateve, mi sa che sta a succede qualche botto…capito? “. Sempre a Ceci, Pirone chiede se ha chiamato “er ditta”, ovvero Francesco Massa, padre fondatore del gruppo estremista della tifoseria romanista “Bisl – Basta infami solo lame”, che gli doveva mandare dei soldi tramite vaglia non ancora arrivati. Della tifoseria giallorossa Pirone è in contatto anche con Daniele De Santis, detto Gastone, condannato per l’omicidio di Ciro Esposito che, tramite una lettera inviata dal carcere di Regina Coeli è a lui che si rivolge per avere il numero di Ceci. Uno dei pochi della banda dell’estrema destra rimasto in libertà che da fuori può coordinare tutto e aiutare il camerata dietro le sbarre.

IL

GENERO DI BUD SPENCER

Infine Roberto Lacopo, titolare della pompa di benzina di corso Francia, quartier generale di Carminati. Racconta alla moglie, in un colloquio in carcere, di aver incontrato un amico che abitava proprio sopra il suo distributore. Si tratta di Manlio Denaro, sposato con la figlia del noto attore Bud Spencer, in carcere per sequestro di persona e omicidio in concorso di Silvio Fanella, cassiere della banda di Mokbel ucciso nel luglio del 2014.

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