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5 feb

Mafia Capitale, Coratti in aula: “Qui per gridare la mia innocenza. Mai attivato per favorire Buzzi”

“Sono qui e mi sottopongo all’esame per gridare la mia innocenza. Sono stato per anni nelle istituzioni della capitale e credo nella giustizia. Per questo prima di oggi non ho mai rilasciato interviste. È alla giustizia che voglio rispondere per gridare la mia innocenza”. L’ex Presidente Pd dell’ assemblea capitolina Mirko Coratti inizia il suo interrogatorio alle 11.30 nel corso della 172esima udienza del maxiprocesso Mafia capitale.

Stando al capo di imputazione, Coratti, che per ‘Mafia Capitale’ era pure finito agli arresti domiciliari, avrebbe posto in essere una serie di atti contrari ai doveri del suo ufficio, in concorso con Franco Figurelli, appartenente alla sua segreteria, facilitando, tra l’altro, “l’aggiudicazione di gare indette da Ama a soggetti economici del gruppo di Buzzi” e formando “il consenso politico e istituzionale per il riconoscimento di debiti fuori bilancio (approvato con delibera dell’assemblea capitolina il 30 ottobre del 2014)”, il cui adempimento avrebbe remunerato sempre il gruppo Buzzi. Quest’ultimo, in cambio, prometteva o erogava a Coratti “denaro e altre utilità a contenuto patrimoniale”.

Sollecitato dalle domande del suo avvocato così Coratti risponde: “Il presidente non ha nessun potere di aggiudicazione di una gara e mai mi sono attivato per aggiudicazione di gara Ama”. Queste sono invece le accuse con cui il pool Antimafia della procura lo hanno indagato per corruzione. “Assolutamente non mi sono mai attivato per il gruppo Buzzi, non era nei miei poteri farlo né me ne sono mai interessato”.

Quando viene chiesto conto a Coratti di una delle contestazioni del pm Tescaroli ovvero l’approvazione dei debiti fuori bilancio che favorivano le coop di Buzzi, così risponde: “L’attuale giunta il 29

dicembre ha approvato una serie di debiti fuori Bilancio. La proposta numero 63 poi diventata delibera 61 dell’attuale giunta ha approvato debiti a cooperative sociali tra cui la 29Giugno. Quel voto è semplicemente la copia della delibera del 30 ottobre 2014 per cui oggi io sono qui”.

“Il presidente dell’assemblea capitolina firma debiti fuori bilancio in base a quanto stabilito dalla giunta e non ha quindi responsabilità”.

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