Largo Brindisi, 18 - 00182 Roma - Tel. +39 06.70476902 - +39 338.6867391 - casamartinezroma@gmail.com

Single Blog Title

This is a single blog caption
23 mag

Mafia Capitale, ecco come Buzzi pagava imprenditori e politici. Svelati i misteri del libro nero della contabilità

Il “libro nero” della contabilità della holding di Buzzi e Carminati al centro della 78esima udienza del maxiprocesso Mafia Capitale. E’ stato il testimone dell’accusa, il maresciallo del Ros Nicola Mirabile, a spiegare nell’aula bunker di Rebibbia, sia nel corso dell’esame che nel controesame, la movimentazione di soldi in nero che, secondo i pm dell’antimafia Luca Tescaroli e Paolo Ielo, sono la traduzione plastica delle mazzette pagate a funzionari pubblici e politici per ottenere vantaggi per le cooperative.

Così il maresciallo, domanda dopo domanda, ha ricostruito a chi corrispondevano le lettere puntate con la cifra accanto, scritte sul quaderno, dimostrando come dal 21 dicembre 2012 al primo dicembre del 2014 (fino a 5 giorni prima degli arresti) tutto il sistema di tangenti fosse rigorosamente appuntato. I due quaderni custoditi in una cassaforte nella sede di via Pomona, quartier generale della 29 Giugno, furono “tradotti” agli inquirenti dalla segretaria di Buzzi in interrogatorio di garanzia. Così Nadia Cerrito, il cui stipendio di 500 euro al mese era anch’esso appuntato nel “libro nero”, ha svelato come quelle lettere corrispondessero a Panzironi, Figurelli, Odevaine, Turella, Pedetti, Fiscon e Solvi, regolarmente pagati (chi mensilmente, chi una volta ogni tanto) fuori busta per regalie e favori alle cooperative sociali. A riempire le casse di quel fondo nero usato per distribuire mazzette ai poteri forti della città, secondo l’impianto accusatorio, ci pensavano due imprenditori: Clemenzi e Mastropaolo. Anche loro destinatari di benefici grazie alle intercessioni di Salvatore Buzzi.

E mentre l’accusa, attraverso la testimonianza del maresciallo Mirabile ha formato la prova in aula incrociando le dichiarazioni della Cerrito, con le risultanze delle intercettazioni e con gli appunti sui quaderni,

la difesa dei funzionari e dei politici coinvolti hanno tentato di stoppare la formazione di questa prova, ricordando al giudice Rosanna Ianniello che la Cerrito è imputata in questo processo e che le sue “verità” saranno dette in aula quando sarà audita. Dunque quanto svelato in interrogatorio di garanzia non avrebbe valenza, così come quanto affermato dal maresciallo al banco dei testimoni sulla base delle dichiarazioni della segretaria.

es_ES
it_IT
en_US