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16 nov

Mafia Capitale, la Cassazione: “Panzironi libero, decida il Riesame”

E’ stato accolto, dalla Cassazione, il ricorso della difesa dell’ex ad di Ama Franco Panzironi contro la conferma della detenzione cautelare in carcere nell’ambito dell’inchiesta Mafia capitale per la quale è in corso il processo arrivato alla 144udienza. Udienza che ha visto nell’aula bunker di Rebibbia gli ex assessori della giunta Marino alla Mobilità (Improta) e allo Sport (Pancalli) chiamati dalla difesa di Mirko Coratti.

Quanto a Panzironi, i supremi giudici hanno disposto che il Tribunale del Riesame si occupi di nuovo dell’ordinanza di convalida del carcere emessa lo scorso sette luglio. La Cassazione con la sentenza del 10 aprile 2015 aveva già rigettato il primo ricorso proposto dall’avvocato Bartolo confermando per il suo assistito il carcere per “i gravi indizi per 416bis e corruzione”. La decisione di annullare con rinvio la detenzione in carcere presa dagli ermellini dunque non riguarda il merito dei motivi che hanno portato l’imputato in una cella di Rebibbia, ma con molta probabilità si tratta o delle cessate esigenze cautelari oppure delle condizioni di salute dell’ex ad Ama. Che, in attesa della decisione del Riesame, rimane nel carcere romano dove è recluso da quasi due anni in regime di alta sicurezza per le gravi accuse di mafia.

L’avvocato

Pasquale Bartolo ha detto di non sapere i motivi per i quali la Cassazione ha accolto il suo ricorso e ricorda che l’ex amministratore delegato della municipalizzata dell’era Alemanno ora ha 69 anni, non sta molto bene e il 4 dicembre saranno due anni che si trova detenuto in isolamento. Entro un mese si conosceranno le motivazioni per le quali la I sezione penale della Cassazione ha deciso di rinviare al Riesame la decisione di scarcerazione.

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