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23 nov

Mafia capitale, “Paga o ti ammazzo”: il recupero crediti di Carminati

“Se mi chiami un’altra volta per cognome mi alzo e ti uccido, a me le guardie mi chiamano per cognome”. Massimo Carminati e Brugia sono nel bar di Vigna Stelluti dove i Ros hanno da tempo piazzato una cimice. I due hanno appena incontrato al distributore di corso Francia Bruno Caccia, un trasportatore che ha un debito di 25mila euro col titolare dell’impianto, Riccardo Lacopo. Il “mondo di sotto” è entrato in azione per spaventarlo e farsi restituire i soldi.

E lo fa utilizzando il cliché di una organizzazione mafiosa. Di questo dialogo nel corso della 147esima udienza del maxiprocesso Mafia capitale, il pm chiede l’ascolto. Ma, per un problema tecnico, l’opposizione dell’avvocato Ippolita Naso (legale di Carminati) ha la meglio. La trascrizione completa di come il braccio armato della gang terrorizzasse i propri debitori è però agli atti.

Il compiacimento espresso da Carminati e Brugia dopo aver fatto capire a Caccia con chi aveva a che fare è eloquente del metodo utilizzato. “Compà lui (il riferimento è a Lacopo, ndr) lui deve capì che da solo non va da nessuna parte, non recupera manco 300 euro da solo. Lui adesso deve pigliarlo per il gozzo e poi lo purgamo”.

Se quei 25mila fossero spettati a Carminati, lui avrebbe detto: “Sai qual è la novità? Hai una settimana per darmeli”. E se mai il debitore si fosse rivolto a lui “da coatto” avrebbe alzato i toni: “Entro domani mattina me li devi portà sennò ti uccido, io ti uccido ora, merda. A me piace proprio tanto buttarli giù psicologicamente “. Non solo coi debitori, il metodo è lo stesso col mondo di sopra, i politici. Il 6 agosto 2014 così il Cecato e Buzzi parlano dell’ex consigliere comunale Pedetti che sembra non aver rispettato un patto. “Pedetti se ne va a fanculo…questi consiglieri comunali

devono stare ai nostri ordini…te pago! – dice Buzzi – E se non rispetti accordi tu lo sai chi sono io? Te ricordi da dove vengo?”. Carminati li insulta e il ras delle coop conclude: “Du calci in culo…ti ammazzo”.

Per smentire la tesi del complotto giornalistico ai suoi danni, sostenuta da Carminati, il legale di Libera ha ottenuto l’acquisizione della sentenza che ha respinto la richiesta di danni nei confronti del giornalista dell’Espresso Lirio Abbate.

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