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26 ago

Migranti a Roma, Raggi: “Fatto mio dovere, errore del Governo”. A breve incontro con Minniti. Forano vota no ai rifugiati

Si vedranno tra qualche giorno tra la sindaca di Roma Virginia Raggi e il ministro dell’Interno Marco Minniti per fare il punto sulla situazione degli sgomberi nella capitale. La riunione, che verterà sui temi migranti, accoglienza e politiche abitative è stata chiesta dal Campidoglio nell’ambito dei “buoni rapporti e costanti contatti istituzionali”. Intanto il Comune di Forano, in provincia di Rieti, dice no al possibile trasferimento di circa 40 rifugiati sgomberati lo scorso 24 agosto dallo stabile di via Curtatone, a Roma.

In una seduta straordinaria del consiglio comunale è stata messa al voto una mozione presentata dal sindaco Marco Cortella (Pd). Il primo cittadino chiedeva di esprimere formalmente la propria contrarietà al trasferimento ‘in qualsiasi forma o modalità di ulteriori migranti, sia richiedenti asilo che aventi già permesso di soggiorno’. La mozione è stata approvata con otto voti favorevoli.

IL SIT IN DEI RIFUGIATI IN PIAZZA VENEZIA

Ha trascorso la notte nei giardini vicino ai Fori Imperiali, alle spalle della Prefettura di Roma, un gruppo degli ex occupanti del palazzo di via Curtatone, circa dieci persone, dopo che il corteo di ieri nel centro della Capitale ha ottenuto l’autorizzazione a un presidio.

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I partecipanti, che al termine della manifestazione di sabato, svoltasi senza incidenti, avevano annunciato di non voler andar via senza aver ottenuto risposte dalle istituzioni sull’emergenza abitativa, hanno trovato un accordo con la Questura per un presidio che prevede un ristretto gruppo di persone autorizzato a rimanere fino a lunedì prossimo.

A quanto riferito dai Movimenti di Lotta per la Casa domani verrà richiesto alla Prefettura un incontro per istituire un tavolo anche con il Campidoglio e la Regione sull’emergenza abitativa.

L’INTERVISTA ALLA STAMPA

Intanto Virginia Raggi rivendica e difende il suo operato dopo le polemiche seguite allo sgombero di piazza Indipendenza. “Un sindaco deve occuparsi dei suoi cittadini – dice Raggi alla Stampa – sull’accoglienza gli amministratori hanno compiti precisi, ma la politica migratoria è tema governativo. Io chiedo di rivederla, coinvolgendo di più i sindaci che possono dare suggerimenti operativi, in quando impegnati ogni giorno in prima linea. L’Anci dovrebbe farsi sentire di più e ascoltare di più i suoi membri”. intervistata da La Stampa che difende il lavoro della sua amministrazione e critica il governo e la politica migratoria basata sulle ‘quote’. “Roma ha un carico di decine di migliaia di persone che non sono censite ufficialmente – spiega la prima cittadina -. Io non ragiono per quote, ma considero che ho di fronte a me esseri umani in carne e ossa. Roma accoglie i cosiddetti ‘migranti fantasma’: sono persone che sono registrate in altre parti di Italia, ma che in realtà vivono nella Capitale”.

Tornando sulla gestione dell’ordine pubblico in relazione al blitz di piazza Indipendenza, Raggi spiega che “quel palazzo è occupato dal 2013 e ci sono inchieste che hanno rilevato traffici sospetti. Noi non ci lasciamo intimorire da chi usa i più deboli per i propri affari illeciti”.

La sindaca

ribadisce che il comune ha fatto la sua parte prendendo in carico 107 persone: “Lo sgombero è stato disposto alle 12 del giorno prima: subito abbiamo messo in azione la nostra Sala Operativa Sociale”. Sulle critiche per la presenza di 37 bambini, Raggi ricorda che “era difficile entrare nel palazzo anche per le forze dell’ordine che hanno generosamente effettuato un censimento in condizioni difficili. In questo censimento mancavano i minori”.

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