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30 gen

“Minacce inaccettabili”, annullato il concerto di Bello Figo a Roma

Doveva essere il concerto per rilanciare il tour, dopo gli annullamenti di Brescia, Borgo Virgilio in provincia di Mantova e poi Legnano. E invece, Bello FiGo, il giovane rapper di origini ghanesi, in Italia da 10 anni, non potrà esibirsi nemmeno a Roma, negli ex Magazzini generali a Ostiense che avrebbero ospitato la sua esibizione sabato prossimo, 4 febbraio. A costringere gli organizzatori allo stop, così come già avvenuto in Lombardia il mese scorso, sono state le minacce di cui Paul Yeboah, 21 anni, residente a Parma, un fenomeno da milioni di visualizzazioni su YouTube, è oggetto da tempo e che gli sono state rivolte anche a Roma. A fermare il suo concerto nella capitale è stata la piccola sigla di estrema destra “Azione Frontale” che qualche giorno fa aveva appeso un grande striscione all’esterno del locale dove Bello FiGo avrebbe dovuto esibirsi. “Roma non ti vuole”, l’enorme scritta a caratteri cubitali in quello che ormai viene riconosciuto come “fascio-font”. Poi una campagna sul web di insulti diretti contro il rapper che da tempo gioca sui luoghi comuni della destra rispetto ai profughi “ricchi”, che vivono “negli alberghi a 4 stelle” e pretendono il wi-fi. La sua hit, “No pago affitto”, è stata ascoltata già oltre 9 milioni di volte sempre su YouTube. La notorietà fuori dal web è arrivata con la partecipazione, in contraddittorio con Alessandra Mussolini, alla trasmissione di Rete 4 “Dalla vostra parte”.

I modi provocatori del rapper, i testi delle sue canzoni (dove non mancano anche riferimenti sessisti) hanno dato fastidio soprattutto all’estrema destra che ora si intesta l’annullamento del concerto romano: «Questa non è una nostra vittoria, ma una vittoria di tutti gli italiani uomini e donne che subiscono le offese di questo personaggio. Siamo consapevoli che il “signore” in questione è solo l’ultimo dei problemi del nostro paese ma non per questo non degno di essere trattato e contestato», scrive Azione Frontale sulla sua pagina Facebook. Il gruppo di estrema destra non è nuovo a questo tipo di prese di posizioni offensive: anni fa il suo leader, Ernesto Moroni, spedì teste di maiale alla comunità ebraica di Roma.

Stamattina a dare la notizia sono stati gli organizzatori della serata agli ex Magazzini Generali: «Ci sentiamo costretti a rinunciare a questa occasione di svago e divertimento, perché è necessario salvaguardare lo spirito che guida la programmazione del nostro locale, sempre finalizzata all’intento ludico e non a occasioni di scontri e di violenza. Stante le intimidazioni rivolte al nostro ospite, ai nostri clienti ed al corretto svolgimento

dell’evento, ci sentiamo in dovere di tutelare la sicurezza di ogni persona interessata e di chiunque quella sera si trovasse nei paraggi». Centinaia i commenti sotto il post: c’è chi parla di «clima infame» e «fatto gravissimo», chi se la prende con gli stessi organizzatori («Fate il gioco di questi provocatori») e chi si interroga sul fatto che «nel 2017 i fascisti» riescano a far annullare un concerto a Roma.

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