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25 lug

Music for Mercy, ancora polemica per il palco nell’area archeologica dei Fori

Dopo le guide autorizzate dell’Agtar, adesso sono il Comitato della Bellezza e Italia Nostra a protestare contro l’evento ‘Music for Mercy’ che si svolgerà stasera al Foro Romano. Il comitato, per bocca del suo presidente, Vittorio Emiliani denuncia: “ancora una volta, ci si ostini ad utilizzare un sito archeologico di grande delicatezza per manifestazioni di massa, è incredibile che quasi nessuna voce si sia levata a protestare contro l’occupazione per vari giorni di un’area strategica del Foro Romano con un pesante palco per concerti. Un grande palco, centinaia di sedie, allestimenti vari che hanno bloccato la piazza davanti alla Curia, in pratica sopra il Lapis Niger, impedendo a folle di turisti (che avevano pagato biglietto pieno) l’accesso all’Arco di Settimio Severo e ad un lato della Basilica Aemilia”, afferma Emiliani. “Si potevano utilizzare le strutture già montate alla Basilica di Massenzio per il tradizionale festival delle Letterature o altri luoghi attrezzati per simili manifestazioni e non meno belli”.

“Il Comitato per la Bellezza denuncia con forza come, ancora una volta, ci si ostini ad utilizzare un sito archeologico di grande delicatezza per manifestazioni di massa. Questa volta, pensiamo, senza neppure il corrispettivo economico di cui ormai ci si vanta ad ogni piè sospinto”, conclude Emiliani.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Italia Nostra. “Non bastava vedere ogni giorno come sono stati ridotti e messi a grave rischio sia il Tempio di Venere e Roma che la Basilica di Massenzio, lungo via dei Fori Imperiali, per i cantieri infiniti della metro C, mentre sembrava salvo almeno salvo il Foro romano. In questi giorni sono apparse, invece, le foto della mega-struttura del palco con relativi tralicci, passerelle e altre strutture metalliche al centro del Foro Romano per il concerto di ‘Music for Mercy’ con Andrea Bocelli e orchestra, concerto chiesto, sembra, dal Teatro dell’Opera di Roma in occasione del Giubileo della Misericordia. Con tante splendide chiese di Roma dall’acustica perfetta perchè volere invadere un luogo così fragile con un vero e proprio cantiere per la posa in opere di strutture da concerto ‘rock’ che hanno richiesto un allestimento di giorni con chiusura dell’area ai turisti e ingresso di mezzi pesanti e numerosi operai?”, spiega in una nota l’associazione.

“Ma la situazione ancora più allarmante è la notizia non solo del parere favorevole del Soprintendente per l’Area archeologica centrale, ma addirittura del patrocinio dato dal Ministro per i Beni Culturali e dal Presidente della Commissione Italiana dell’Unesco – continua la nota di Italia nostra – Proprio da coloro che dovrebbero garantire a Roma e a tutti i cittadini del mondo la tutela di un bene archeologico così unico. Italia Nostra Roma che ha sempre apprezzato le iniziative culturali, specie teatrali, che con strutture leggere hanno reso magico quel luogo rievocando le vicende che si erano lì svolte, oggi non può che denunciare all’opinione pubblica la violenza commessa e chiedere che non avvenga mai più”.

Il concerto aveva già suscitato polemiche nei giorni scorsi da parte dell’associazione delle guide turistiche abilitate di Roma, che aveva denunciato l’invadenza del palco in fase di allestimento. La Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma risponde che si tratta di un concerto “sostenibile” e che i tecnici hanno lavorato in osservanza

delle garanzie di tutela dei monumenti e della loro fruizione. «La posizione e le dimensioni del palcoscenico sono stati progettati in modo da non far poggiare l’impianto sulle aree che presentano criticità», si legge in una nota. Quanto alle operazioni di smontaggio, «saranno condotte in modo da non impedire al pubblico la normale visita, e solo brevi tratti di due percorsi saranno parzialmente ristretti, ma comunque resteranno fruibili».

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