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1 feb

Mutui, a Roma e nel Lazio meno richieste dalle nuove coppie: giù i prezzi delle case

Chi non chiede e chi non presta. Da un lato le famiglie, dall’altro le banche, e in mezzo un copione che si ripete. Dopo gli sprazzi di ottimismo, regalati dal 2015 e dal 2016, quando i mutui avevano ricominciato a crescere dopo anni di contrazione, ecco tornare il segno “meno” per tutto il 2017. Nel terzo trimestre dello scorso anno a Roma i prestiti concessi dalle banche per l’acquisto della casa sono calati del 2,3% rispetto all’inizio dell’anno e del 6,5% rispetto ai tre mesi precedenti. Parlando di valori assoluti, rispetto agli 1,6 miliardi concessi tra marzo e giugno, nel trimestre successivo i soldi erogati dagli istituti di credito si sono fermati a 1,3 miliardi.

Il dato è stato fotografato dalla Banca d’Italia, all’interno del report dedicato a banche e istituzioni finanziarie, e racconta una storia simile, se non peggiore, per tutto il Lazio. La regione, seconda in Italia dopo la Lombardia per totale erogato, ha assistito a una stretta consistente del credito, con un taglio del 6,7% rispetto al terzo trimestre del 2016, pari a 102 milioni di euro in meno registrati nell’arco di soli tre mesi. Tra le province, a parte Frosinone ( l’unica dove le erogazioni sono aumentate), a Latina i volumi sono diminuiti sull’anno precedente del 5,6%, a Viterbo del 9,2% e a Rieti del 18,4%.

Quest’ultima, colpita ormai da anni da una crisi economica che sembra divenuta cronica, ha risentito della contrazione più consistente, che tra giugno e settembre 2017 ha visto ridurre le ipoteche concesse da 22,6 a 13,8 milioni di euro. Un valore molto contenuto rispetto ai volumi di Roma, dove la contrazione dei mutui ha acceso un campanello d’allarme tanto sul mercato dell’edilizia quanto sulle condizioni economiche delle famiglie. Il primo è ancora alla ricerca di una via d’uscita dalla crisi che proprio nella capitale è stata durissima. L’ultima analisi sulle vendite realizzata da Immobiliare.it mostra come i prezzi abbiano continuato a scendere per tutto il 2017 e ancora nel 2018. Il prezzo medio di vendita a medio quadro nella città di Roma è infatti passato dai 3.332 euro dell’aprile 2016 ai 3.160 euro di gennaio 2018. Ma questo basta solo in parte a far ripartire il ritmo del mercato.

La seconda preoccupazione riguarda le condizioni economiche delle famiglie. Nella partita delle ipoteche giocano lo stesso ruolo tanto le banche quanto i clienti. Se è vero che le banche stringono la cinghia, è anche vero che i cittadini senza una base economica da cui partire e senza prospettive sul futuro si tengono alla larga dalle filiali.

L’ultima

rilevazione dell’Istat ha certificato che nel novembre scorso i contratti a termine sono stati il 77,6% dei nuovi contratti attivati, con una media annua del 73,5%. Il dato è ancor più significativo se si scende nel dettaglio delle nuove forme di lavoro. Il 60% di questi contratti — denuncia la Cgil — ha una durata brevissima, da 1 a 30 giorni. Un lavoro mordi e fuggi che rende difficile fare calcoli per la fine del mese, figuriamoci per i prossimi trenta anni.

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