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21 ago

Nel Lazio in arrivo 178 nuovi medici famiglia. “Ma entro 4 anni in pensione altri 700”

Per loro sarà un traguardo: l’ambito posto stabile. Per centinaia di pazienti un sollievo. Il Lazio apre le porte a 178 nuovi medici di medicina generale grazie a un bando pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione. E lo fa per riempire le caselle rimaste vuote, dopo l’addio per raggiunti limiti di età alla professione, di altrettanti camici bianchi. Una “concreta possibilità” la definisce l’ente di via Cristoforo Colombo, nell’annunciare il bando pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio.

Tecnicamente il provvedimento punta a ristabilire il rapporto ottimale tra popolazione assistita e residenti – ovvero di un medico ogni a mille abitanti – individuando le zone carenti, cioè di quelle aree territoriali del Lazio dove c’è maggiore squilibrio. Nell’area di Roma ad esempio mancano 43 medici di medicina generale e dunque sono altrettanti i posti da coprire. Nel territorio del Comune di Fiumicino invece ben 16 saranno. Nel territorio della Asl Roma 4 (da Civitavecchia ai comuni della fascia Tiberina), le posizioni vacanti sono 15, nei comuni della Asl di Tivoli sono 25. Nell’area dei Castelli invece le opportunità di lavoro per medici di famiglia sono 40. Infine le province: in quella di Viterbo i medici di base mancanti sono 10, nei comuni di Latina invece 29. Nelle province di Frosinone e Rieti il rapporto ottimale non presenta criticità e dunque non vi sono posti messi a bando. Parte dei posti vacanti, complessivamente 58 sono riservati ai trasferimenti dei medici già titolari di un incarico a tempo indeterminato.

Fin qui una buona notizia. Ma in futuro la carenza di medici di famiglia potrebbe essere, per il Lazio, un nodo complicato da sciogliere. E a spiegare il perché è Pier Luigi Bartoletti, segretario romano della Federazione Italiana medici di medicina generale (Fmmg).

Che dice: “A parlare sono i numeri, entro due anni andranno in pensione altri 500 medici di famiglia, entro quattro oltre 700. E la questione riguarderà circa 700mila persone”. Il problema è il ricambio, fa notare: “Nella nostra Regione sempre più difficile: ormai c’è carenza di medici di famiglia, quest’estate ad esempio molti colleghi non sono potuti andare in vacanza perché non si trovavano i sostituti”. Le borse di studio, dice ancora il segretario romano della Fmmg “ogni anno sono 70, troppo poche per ristabilire il giusto equilibrio. E questo è un argomento che andrà

affrontato al più presto, anche a livello nazionale, perché il medico di famiglia resta un punto saldo nella vita delle persone e cambiarlo magari dopo decenni e non averlo più vicino casa diventa un problema”. E così nei prossimi anni il Lazio potrebbe dover ricorrere a camici bianchi di altre zone d’Italia. “Nel Veneto e in Lombardia già accade, l’immigrazione dal sud al nord anche in sanità è diventata una prassi”.

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