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19 set

New York Times e Wall Street Journal: “Roma nel caos. Il Movimento 5 Stelle è partito con il piede sbagliato”

Due servizi nient’affatto lusinghieri per il Movimento 5 Stelle sono usciti nello stesso giorno su due importanti quotidiani americani, il Wall Street Journal e il New York Times. Per il Wall Street Journal “il movimento ‘parvenu’ è partito con il piede sbagliato a Roma”, come ha scritto nel titolo di apertura di pagina 5 del 20 settembre. Mentre il New York Times ha sottolineato che “tre mesi dopo, lo splendente momento del Movimento 5 Stelle è diventato un casino e la signora Raggi, 38 anni, un avvocato con quasi nessuna esperienza politica che ha corso come una riformista dalle mani pulite, appare in serie difficoltà”.

C’è anche un grafico nell’articolo del Wall Street Journal titolato L’ascesa del populismo, in cui si mostrano i risultati del M5S, passati dal quasi zero del 2011 al picco del 25,5% del febbraio 2013, scesi al 21,2% alle Europee del 2014 e sotto il 20% nei primi mesi del 2015 per poi arrivare al 30% un paio di mesi fa, ma ora di nuovo in calo. “Quando Virginia Raggi ha vinto le elezioni comunali di Roma con un successo a valanga nel giugno scorso, il Movimento 5 Stelle ha avuto la sua grande occasione di mostrare che poteva essere più di un movimento di protesta” è scritto nell’articolo. Che ricorda anche le parole pronunciate nella notte del trionfo elettorale: “Stiamo riscrivendo la storia”, aggiungendo che “invece, il debutto della sindaca è stato segnato dal caos e dalla paralisi”. Il quotidiano americano ha citato un professore di scienze politiche della Cabot University, Franco Pavoncello, che afferma: “Sembra che la Raggi e il suo partito siano stati colti con la guardia abbassata, come se non fossero pronti a vincere le elezioni e a governare Roma”.

Il New York Times ha raccontato poi di cosa sta succedendo nella città: “Mucchi di spazzatura nelle strade durante l’estate. Cinque importanti funzionari che hanno rassegnato le dimissioni, alcuni inseguiti da investigazioni per illeciti”. Un tal caos, sottoline il Nyt, che persino Grillo che aveva promesso “di rimanere fuori dalla politica”, in questo mese, è “intervenuto per aiutare la signora Raggi” oggetto di “speculazioni su una dimissione precoce”.

Il Nyt ha continuato poi citando Repubblica che lunedì scorso “ha pubblicato estratti di una lettera alla signora Raggi, firmata da circa 70 funzionari del Campidoglio in cui lamentavano la paralisi amministrativa e la mancanza di una guida”. Sottolineando: “Roma non è mai stata una città facile da governare”. Di più: “È stata la rovina dei partiti e dei politici che ci hanno provato”.

Tanto che gli analisti si stanno ora chiedendo “se la vittoria di Raggi, piuttosto che aiutare la Capitale a trovare una certa stabilità politica, mostrerà invece che il movimento è pieno di molti degli stessi difetti come le istituzioni contro cui si è scagliato”. E tanto che “i problemi di Roma sono ormai una ferita aperta per il movimento” una “increspatura” che offusca “la sua immagine sulla scena nazionale”.

Il Nyt ha poi analizzato il pasticcio sulle nomine: “Anche i membri di spicco del movimento hanno criticato la sindaca Raggi per la scelta di collaboratori e personale incapaci di governare. La sua mancanza di esperienza è diventata ancora più evidente nel corso dell’estate, durante la quale sono state sollevate molte domande circa le sue capacità amministrative, ma anche sulla trasparenza e sull’onestà, due dei principali punti di forza del movimento”.

Tanto che: “Alla fine di agosto, c’è stato un effetto valanga dopo il circolare delle voci circa lo spropositato stipendio del capo di gabinetto della sindaca Raggi”. Fatto che “ha portato alle dimissioni” di Carla Romana Raineri. E, a catena, è uscito il capo di gabinetto lamentando un ‘deficit di trasparenza’. E poi, in un solo giorno, top manager” di Atac e Ama hanno rassegnato le dimissioni “rafforzando il senso di paralisi amministrativa”.

“Il problema dei rifiuti” ha analizzato l’autorevole quotidiano “non è certo un’invenzione della sindaca Raggi. Né del sindaco precedente, il chirurgo Ignazio Marino” nè del “commissario straordinario che ha gestito Roma” prima della giunta Raggi. “Ma il problema quest’estate si è talmente gonfiato che sono addirittura circolati video in cui bambini giocano contando le decine di ratti che circondano i cassonetti romani”.

“Con quello che inizialmente sembrava un approccio diretto e chiaro, uno dei consiglieri più forti della signora Raggi, Paola Muraro, assessora all’Ambiente, ad agosto ha fatto irruzione nella società dei rifiuti della città, costringendo, apparentemente, i top manager a trovare un piano per risolvere la disfunzione. In seguito tuttavia è emerso che Muraro era stata consulente” proprio dell’Ama “per circa un decennio, e che era sotto inchiesta in un’indagine sulla gestione dei rifiuti a Roma”.

Per diverso tempo “Raggi ha negato di essere a conoscenza di indagini, ma lei e i leader nazionale del Movimento Cinque Stelle hanno in seguito ammesso che lo sapevano da più di un mese, e il leader nazionale (Luigi Di Maio, ndr) ha dichiarato di aver frainteso la situazione. All’inizio di questo mese, il neo assessore al Bilancio di Raggi è durato solo pochi giorni, dopo che è emerso che anche lui era sotto inchiesta, per abuso d’ufficio”.

Dopo di che, continua il Nyt, il caos è esploso. Così forte che “per cercare di calmare la situazione” è dovuto intervenire Grillo. “Stiamo demolendo un sistema che va avanti da 50 anni”, ha detto in un discorso a Nettuno, vicino Roma. “E il sistema è compatto contro di noi.” E ha aggiunto: “Virginia andrà avanti, e noi provvederemo a monitorare”.

In tutto questo, ha sottolineato il quotidiano di New York, non aiuta il fatto “che il rapporto del Movimento Cinque Stelle ha con i mezzi di informazione non sia

mai stato particolarmente caldo”. Tanto che “la scorsa settimana, Raggi ha pubblicato un video di giornalisti che stazionavano davanti al suo appartamento a nord di Roma, con il commento ‘mi fate pena’”.

“Le domande ora sono quanto duraturo sarà il danno, e se potrà essere invertito. In una settimana, il movimento, secondo alcuni sondaggi nazionali, ha perso più di quattro punti percentuali negli indici di gradimento“.

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