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14 mag

Notte da brividi, Klose saluta l’ultima sfida: battere Pandev

È la notte di Miroslav Klose. L’ultima da giocatore della Lazio. Il campione tedesco saluterà tutti questa sera all’Olimpico e la partita con la Fiorentina, inutile ai fini della classifica, diventa la sua passerella celebrativa. Di fronte a circa 30mila spettatori (13mila biglietti venduti), saranno proiettati sui maxischermi i filmati con i suoi momenti più belli con la maglia biancoceleste, che per l’occasione sarà personalizzata con la scritta “Danke Miro”. La stessa che alcuni tifosi hanno proiettato sul Colosseo e sulla Piramide per ringraziarlo.

Ieri pomeriggio il tedesco ha trovato una trentina di fan ad accoglierlo nel centro sportivo di Formello. Lui ha firmato autografi e scattato foto insieme a tutti. È anche sceso dalla macchina per non scontentare nessuno. La Lazio gli è entrata nel cuore e questa sera cercherà di segnare un altro gol, per diventare insieme a Pandev il marcatore straniero più prolifico della storia del club. Simone Inzaghi lo aiuterà a raggiungere questo obiettivo, costruendo una squadra intorno a lui: “Ha dato tanto alla Lazio. Merita il giusto tributo, per la carriera e per l’uomo che è”.

Al tedesco, l’allenatore chiede di risolvere anche questa sfida, per chiudere così la sua gestione con 5 vittorie e 2 sconfitte, alla media di 2,14 punti a partita: “Con questo passo oggi saremmo secondi o terzi. Sono soddisfatto dei risultati, abbiamo fatto qualcosa di importante e intrigante, che quanto meno ha posto dei dubbi al club”. La sensazione è che parli come se fosse rassegnato, il tecnico della Lazio, al fatto che questa sia la sua ultima panchina: “Credo che in 10 giorni si deciderà tutto. L’incontro della società con Sampaoli? Normale che vengano fatte valutazioni a 360 gradi. La mia arma è il campo e basta. Per questo abbiamo l’obbligo di finire bene, nonostante qualche problema di formazione”. Contro la Viola dell’ex Zarate mancheranno infatti gli infortunati Matri e Basta, più Biglia per squalifica: “Lucas è unico nel suo ruolo, nessun allenatore rinuncerebbe a lui”. Al suo posto giocherà

Cataldi, con Onazi e Parolo ai suoi fianchi. In difesa Konko, Bisevac, Gentiletti e Lulic; davanti Candreva e Keita al servizio di Klose: “Miro – dice Inzaghi – avrebbe trovato spazio anche nella mia Lazio dello scudetto vinto il 14 maggio 2000. Di quel giorno ricordo tutto e ancora conservo a casa la sciarpa che era attaccata alla porta quando segnai il rigore contro la Reggina”. Dolci ricordi del passato. Ma ora Inzaghi pensa al presente, per guadagnarsi un posto per il futuro.

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