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5 set

Operazione contro anarchici: spedivano buste esplosive a politici. “Diposti a uccidere”

TORINO – Anarchici disposti ad uccidere. Anche gente comune, non solo uomini in divisa. Per tredici anni hanno seminato il panico scatenando 50 azioni di natura terroristica-eversiva. Sette persone appartenenti alla Federazione Anarchica Informale sono stati arrestati stamattina, altri otto sono indagati, a tutti è contestato il reato di associazione finalizzata al terrorismo. Tra i vari attentati attribuiti agli indagati (di una organizzazione differente dalla storica Fai), anche contro politici ed esponenti dell’industria: Sergio Cofferati, Sergio Chiamparino. Altre iniziative riconducibili alla Fai non sono state attribuite formalmente agli indagati: è il caso del pacco-bomba del 2003 a Romano Prodi, del plico esplosivo nell’aprile del 2013 al quotidiano La Stampa, dell’attentato del gennaio 2016 al tribunale di Civitavecchia.

I sette arrestati. Due sono già in carcere, Alfredo Cospito e Nicola Gai, condannati a 9 e 10 anni e 8 mesi per l’attentato all’amministratore delegato dell’Ansaldo, Roberto Adinolfi, gambizzato il 7 maggio 2012. In manette è finita Anna Beniamino, la compagna di Cospito (entrambi sono ritenuti le “menti” dell’organizzazione), titolare di un negozio di tatuaggi nel quartiere San Salvario di Torino. Poi ci sono Danilo Cremonese e la compagna Valentina Speziale, di Pescara, dove svolgono lavori saltuari. Infine Marco Bisesti, romano (lavora saltuariamente nell’allestimento di scenografie per film e di palchi dello spettacolo), e infine, Alessandro Mercogliano.

Le indagini sulla Fai. La Federazione informale anarchica è strutturata per nuclei, e opera con diverse sigle, come ad esempio “solidarietà nazionale, “nucleo Olga”, “Cooperativa artigiana fuoco ed affini (occasionalmente spettacolare)”. “Rivolta anonima e tremenda” (Rat). A Cospito e Beniamino, in particolare, esponenti di Rat, è contestato l’attentato del 5 marzo 2007 nella zona pedonale del quartiere Crocetta di Torino. La loro sigla Rat aveva rivendicato gli attentati con buste esplosive spedite all’ex Sindaco di Torino, Sergio Chiamaparino, e al Torino Cronaca, quotidiano locale torinese.

La curiosità. Sembra quasi uno scherzo del destino quello che è successo a Cospito: spedisce un ordigno di fattura artigianale ai carabinieri del Ris di Parma, quelli specializzati nel trovare tracce e impronte stile per risalire agli autori dei reati in stile Sherlock Holmes. Il caso ha voluto che l’ordigno non sia esploso. E così i Ris hanno prelevato l’ordigno, lo hanno attentamente analizzato. E hanno trovando il Dna proprio di Cospito, contro cui è scattata la denuncia. L’attentato – fallito – era stato rivendicato dalla sigla “Cooperativa artigiana fuoco ed affini (occasionalmente spettacolare)”, la stessa che compare nell’attentato con pacco bomba all’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati. Questi due episodi sono stati addebitati, oltre che a Cospito, anche a Beniamino.

“Disposti a uccidere”. Ma è in particolare in due che hanno manifestato la volontà di uccidere uomini in divisa e gente comune. In quello del 2 giugno 2006 alla Scuola Allievi Carabinieri di Fossano (Cuneo). E in quello del 5 marzo 2007 nella zona pedonale del quartiere Crocetta di Torino. In questi due casi, secondo gli investigatori dell’Ucigos, gli anarchici avevano “il preciso obiettivo di uccidere” le forze dell’ordine, il personale sanitario, i vigili del fuoco. E anche i cittadini eventualmente intervenuti sul posto. La base era a Torino, ma con diramazioni in tutta Italia. Oltre agli arrestati, altri 8 indagati. A tutti è contestato il reato di associazione finalizzata al terrorismo.


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La testa dell’organizzazione era a Torino, ma le perquisizioni hanno raggiunto tutt’Italia. Così come gli arresti sono avvenuti a macchia di leopardo: Piemonte, Lazio e Abruzzo. Trentadue le perquisizioni in una trentina di alloggi tra Piemonte, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Campania e Umbria.

I reati contestati. Agli arrestati vengono contestati numerose azioni terroristiche. Attentato del 24 ottobre 2005 effettuato mediante un ordigno esplosivo ad alto potenziale (contenente dinamite e dadi metallici), dotato di sistema di attivazione temporizzato, posizionato presso il Parco Ducale di Parma e poi rivendicato dalla compagine denominata “Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini (occasionalmente spettacolare)/FAI”. Attentato del 2 novembre 2005 effettuato mediante invio di un ordigno esplosivo/incendiario al Sindaco pro-tempore di Bologna, Sergio Cofferati, poi rivendicato dalla compagine denominata “FAI/Coop Artigiana Fuoco e Affini (occasionalmente spettacolare)”. Attentato effettuato mediante l’invio di plichi esplosivi, recapitati ad inizio luglio 2006, presso la sede torinese della ditta “Coema Edilità”, al Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e al direttore del quotidiano Torino Cronaca, Giuseppe Fossati, poi rivendicati dalla compagine denominata “RAT (Rivolta anonima e Tremenda)/ FAI”. Attentato del 24 maggio 2005 effettuato mediante invio di ordigni esplosivo/incendiari al Presidente dell’ente gestore del Centro di Permanenza Temporanea di Modena (Daniele Giovanardi), al Questore pro-tempore di Lecce (Giorgio Manari) ed al Comando della Polizia Municipale di Torino sito in via Saluzzo 26, rivendicati dalla “cellula” denominata “Narodnaja Volja – FAI”. Attentato del 7 maggio 2012, commesso, a Genova, con l’utilizzo di un’arma da sparo ai danni dell’ingegner Adinolfi Roberto, amministratore delegato della Ansaldo Nucleare, rivendicati dalla “cellula” denominata “Nucleo Olga/FAI-FRI”. Attentato del 2 giugno 2006 effettuato mediante due ordigni esplosivi ad alto potenziale dotati di sistemi di attivazione temporizzati posizionati nei pressi della Scuola Allievi Carabinieri di Fossano (CN) e poi rivendicati dalla compagine denominata “RAT (Rivolta anonima e Tremenda)/FAI”. Attentato del 5 marzo 2007 effettuato mediante tre ordigni esplosivi ad alto potenziale dotati di sistemi di attivazione temporizzati collocati presso la zona pedonale del quartiere “Crocetta” di Torino e poi rivendicati dalla compagine denominata “RAT (Rivolta anonima e Tremenda)/ FAI”.

La base a Torino. Le indagini della Digos partono dall’attentato del quartiere Crocetta di Torino il 5 marzo 2007, quando alcune bombe esplosero accanto a dei cassonetti per i rifiuti. Gli ordigni avevano un duplice obiettivo: colpire i poliziotti e ottenere risalto mediatico. L’attentato, senza vittime, fu rivendicato dagli autori, allora, con nomi dei personaggi disneyani: Pippo, Paperoga, Pluto.

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In questi anni di indagine gli investigatori hanno analizzato una montagna di documenti ideolologici che hanno permesso di identificare la struttura associativa e l’evoluzione internazionale della Fai.

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