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20 lug

Orte, affoga la figlia di 4 mesi e poi tenta il suicidio. Fermata trentenne

È stato ascoltato per ore l’ingegnere trentenne di origine moldava che ieri pomeriggio, rincasando nella sua abitazione di Orte Scalo, ha trovato la bimba di quattro mesi morta nella culla, la moglie in coma e il figlio di cinque anni in stato confusionale. L’uomo, ascoltato dal pm di turno e dai carabinieri fino a tarda sera, ha riferito che la moglie soffriva di una forte depressione post partum. La donna, potrebbe essere ascoltata non appena lo consentiranno le sue condizioni di salute. Al momento infatti la ricostruzione più plausibile è che si sua trattato di omicidio tentato suicidio.

La donna, infatti, secondo le ipotesi investigative, prima avrebbe annegato la figlia neonata di 4 mesi, avrebbe tentato di fare lo stesso con il figlio di cinque anni, poi avrebbe tentato di togliersi la vita assumendo farmaci. Questa, secondo i carabinieri del Reparto operativo di Viterbo e della Compagnia di Civita Castellana, la dinamica di quanto accaduto ieri sera a Orte, dove il padre della bambina, l’ingegnere Ghenadie Stavila, un moldavo residente stabilmente in Orte, tornando a casa ha trovato la piccola Giulia senza vita, con la moglie

agonizzante e un altro figlio piccolo chiuso in camera. Gli indizi, secondo i militari, lasciano ipotizzare, al momento, una responsabilità della madre della bambina deceduta, Mariana Golovataia. La donna è attualmente ricoverata in rianimazione dove è tenuta sedazione, ma non rischia la vita. Secondo quanto emerge, la donna soffriva di una forte depressione post partum ed era stata sottoposta anche recentemente a cure psichiatriche.

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