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21 ago

Ostia, “La bonifica 5S è un fake”: All’Idroscalo resta la discarica

Amianto, pneumatici, rottami di auto. Spunta anche l’immancabile carcassa di frigorifero tra i sei cumuli di rifiuti che da 10 giorni svettano su via degli Atlantici, all’Idroscalo di Ostia. Nonostante il M5S affermi di aver bonificato l’area.

La presenza di una discarica abusiva nell’area – dove tra canneti, sterpaglie e accampamenti di nomadi domina la michelangiolesca Torre San Michele – era nota a tutti i residenti. Tanto che nei mesi scorsi le associazioni locali avevano sollecitato le istituzioni affinché venisse avviata la bonifica, resa ancor più necessaria dall’alto rischio incendi. Grida senza risposta.

Così l’11 agosto il Consorzio Nuovo Idroscalo, l’Associazione Tor San Michele Ostium e altre realtà hanno affittato a loro spese una ruspa e raccolto i detriti che costeggiavano la strada. Una giornata di lavoro che ha attratto sul posto la grillina Giuliana Di Pillo, delegata della Sindaca e candidata presidente del X Municipio. Tra selfie istituzionali e chiacchiere con le circa 50 famiglie presenti, nel pomeriggio della stessa giornata il M5S celebrava “la bonifica di una discarica a busiva su via degli Atlantici “, portata avanti “su richiesta della Delegata della Sindaca, grazie anche ad alcuni cittadini con Ama”.

Dura la risposta delle associazioni (“questa non può essere propaganda elettorale, la politica non ha fatto nulla”, si legge sulla pagina Facebook del Consorzio Nuovo Idroscalo), demoralizzante lo stato di fatto: a 10 giorni dalla “bonifica”, infatti, i rifiuti sono lì dove sono stati lasciati, vistosi e maleodoranti. “È una grave emergenza ambientale, e l’Ama non può intervenire “, spiega Gaetano Di Staso dell’Associazione Salviamo Ostia Antica, che ogni giorno si è recato a fotografare quelle che definisce “scenografiche collinette”. Da contratto di servizio del 1 aprile 2016 infatti Ama gestisce solo i servizi Ta.Ri, ossia quelli afferenti all’igiene urbana ordinaria. Tutti gli altri servizi devono essere finanziati con risorse ad hoc, e possono essere affidati alla partecipata

dopo un bando pubblico.

Un particolare non da poco: viene da chiedersi se la candidata Di Pillo ne fosse al corrente. Resta l’incognita su chi pagherà le società che si occuperanno della rimozione e smaltimento dei rifiuti accatastati. Un costo alto, data la presenza di materiali tossici come l’amianto. E il rischio è che le “collinette” diventino le nuove protagoniste dello skyline dell’Idroscalo, insieme alla bella Torre San Michele.

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