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7 gen

Ostia, troupe di Nemo aggredita chiesto giudizio per Roberto Spada

A due mesi dall’aggressione subita dalla troupe del programma Rai ‘Nemo – Nessuno escluso’ a Ostia, la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di Roberto Spada, dell’omonimo clan, e del suo guardaspalle Ruben Nelson Alvez del Puerto, accusati di lesioni personali e violenza privata con l’aggravante del metodo mafioso. Mentre a Ostia, in particolare nella zona dove da sempre la famiglia Spada vive, ovvero piazza Gasparri, il piano Minniti prosegue ininterrottamente e senza sosta da oltre un mese, la procura va avanti e con tempi record, nei confronti di Roberto, fratello del boss Carmine, detto Romoletto.

Il 23 gennaio prossimo sara’ il gup Maria Paola Tomaselli a pronunciarsi sulla richiesta di processo inoltrata dal pm Giovanni Musarò che ha concluso le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Ostia. In attesa dell’udienza preliminare Spada e del Puerto rimangono detenuto nei due carceri di massima sicurezza, Tolmezzo il primo e Nuoro dove il sudamericano accusato di essere il complice di Roberto Spada, nell’aggressione dei giornalisti Rai Daniele Piervincenzi e Edoardo Anselmi avvenuta il 7 novembre scorso ad Ostia è stato trasferito da Regina Coeli. Lo ha deciso il Dap disponendo il trasferimento per il 28enne dal carcere di Regina Coeli dove si trovava detenuto dal 30 novembre scorso.

Quanto ai risultato del piano Minniti ieri i carabinieri del Gruppo di Ostia continuano l’attività di controllo passando al setaccio il quartiere di Nuova Ostia, nelle ultime ore sono hanno controllato oltre 74 veicoli, identificate 114 persone ed effettuate molteplici perquisizioni personali e domiciliari, verificando anche il rispetto delle prescrizioni imposte ai soggetti che beneficiano degli arresti domiciliari.

In cinque, tra cui una donna, sono stati arrestati per spaccio di sostanze stupefacenti.

Secono quanto ricostruito dai militari erano in 4 ad occuparsi della cessione di sostanze stupefacenti. Avveniva tutto all’interno di una abitazione, sorvegliata da due persone che si occupavano di fare da “vedetta” nel caso di controlli improvvisi da parte delle forze dell’ordine. Gli altri due, i veri e propri pusher, indisturbati, preparavano e confezionavano lo stupefacente. L’altra notte sono stati sorpresi e per loro sono scattate le manette. I carabinieri, dopo un prolungato ed accurato servizio di osservazione sono riusciti ad aggirare le vedette e a sorprendere in flagranza di reato ognuno di loro, recuperando circa 15 grammi di cocaina, nonché materiale per taglio, peso e confezionamento dello stupefacente.

In mattinata è stato arrestato anche

un uomo di 26 anni, anch’egli legato ai clan di piazza Gasparri, poiché nella propria abitazione, malgrado la presenza di 3 figli molto piccoli, detenevacirca 800 grammi di sostanza stupefacente, tra hashish e marijuana. Nella circostanza, i carabinieri hanno rinvenuto più di 30.000 euro in contanti, proventi del commercio dello stupefacente, 10.000 dei quali posti sottovuoto, per poter essere occultati anche all’interno di recipienti pieni d’acqua.

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