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10 mag

Paziente morto, undici medici del San Pietro di Roma a giudizio

Non hanno disposto in tempo una risonanza magnetica al torace e un ecocardiogramma che avrebbero potuto salvargli la vita. Un’omissione grave quella di cui sono accusati undici medici dell’ospedale San Pietro Fatebenefratelli, sulla via Cassia. I camici bianchi sono stati rinviati a giudizio dal gup per omicidio colposo. Secondo il pm Pantaleo Polifemo sarebbero responsabili della morte di un uomo di 62 anni, Rolando Di Mario, entrato in pronto soccorso il 13 aprile del 2012 con un “persistente dolore toracico” e deceduto quattro giorni più tardi, il 16 aprile, per arresto cardiocircolatorio conseguente alla rottura di un aneurisma all’aorta.

Proprio l’omissione dei medici nella disposizione dei due esami, “entrambi prescritti dalle linee guida di gestione del dolore toracico”, non avrebbe permesso di diagnosticare la presenza dell’aneurisma e di conseguenza di eseguire un intervento cardiochirurgico tempestivo. L’operazione, “da effettuarsi nell’immediatezza del ricovero”, avrebbe probabilmente scongiurato la morte dell’uomo, visto che una sua “corretta esecuzione avrebbe determinato, con elevata probabilità, una evoluzione favorevole della storia clinica del paziente”. Il dato di mortalità derivante da questo tipo di intervento correttamente eseguito, infatti, “oscilla tra l’1 per cento e il 15 per cento per i casi più gravi”.

Il signor Di Mario, i cui familiari si sono costituiti parte civile con l’assistenza dell’avvocato Cristiano Conte, era arrivato in pronto soccorso il 13 aprile con dei forti dolori al torace. I medici avevano disposto subito un

elettrocardiogramma, i cui valori si erano attestati sulla normalità, ed erano stati effettuati degli esami per verificare la presenza di un’ischemia miocardiaca, ma anche in questo caso non c’erano stati segnali negativi. Era stata eseguita anche una radiografia al torace che, invece, aveva rilevato una dilatazione dell’aorta. A questi riscontri, però, non erano seguiti la Tac o la risonanza magnetica e l’ecocardiogramma: omissioni, ritenute dalla procura, fatali.

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