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28 lug

Pertini e Ponza, amore e passione politica ne “Il falegname e il partigiano”

Amori, impegno politico, lunghe discussioni sulla libertà e il desiderio di riscattare un popolo fiaccato dalla dittatura. Sono stati cinque anni intensi quelli trascorsi da Sandro Pertini a Ponza, dove dopo essere stato rinchiuso nel carcere destinato agli ergastolani a Santo Stefano, a Turi e a Pianosa, il governo fascista lo aveva mandato al confino. Un periodo in cui quello che diventerà il presidente della Repubblica più amato dagli italiani ha stretto tanti rapporti, legandosi però profondamente soprattutto con un umile falegname e trovando la forza per continuare a interessarsi delle sorti del Paese proprio da quei colloqui con l’artigiano ponzese.

Piccola storia che inserisce nella grande storia d’Italia quella tra il leader socialista e Salvatore Pacifico, detto “Pataccone”, narrata ora, riferendo tanti episodi inediti, da Antonio De Luca, imprenditore e poeta ponzese, che ha appena dato alle stampe il libro “Il falegname e il partigiano”. In quelle pagine, presentate in occasione della rassegna “Ponza d’Autore”, manifestazione curata da Gianluigi Nuzzi, De Luca parte da un episodio di cui da bambino è stato inaspettatamente testimone, per poi tracciare un affresco della vita sull’isola prima dell’ultima guerra e di come vi si fosse inserito Pertini. Lo scrittore ricorda infatti l’arrivo in elicottero a Ponza, nel settembre 1973, di quello che era allora presidente della Camera, del passo svelto con cui l’esponente socialista, vestito con un completo marrone chiaro e con una camicia bianca senza cravatta, si diresse verso via Nuova e dell’ingresso nella falegnameria dell’amico Salvatore, dove però scoprì che l’artigiano era morto due anni prima e al suo posto c’era il figlio Giggino.

A quel punto De Luca assistette al racconto degli anni del confino fatti dal Presidente al figlio di “Pataccone” e dell’importanza che per lui aveva avuto il dialogo quotidiano con il padre, del limone sotto cui sedevano e dei problemi avuti dall’artigiano proprio per i rapporti con Pertini. Lo scrittore, inoltre, ricorda quando l’anziano leader, seduto ormai sul Colle, ricevette al Quirinale la giunta isolana e la ex fidanzata Giuseppina Mazzella, anche lei ponzese, amore finito con l’addio del Presidente all’isola che amava chiamare la “sua” Ponza. Un cenno infine ai due avvocati ponzesi, Gaetano Migliaccio e Luigi

Sandalo, che difesero Pertini davanti al Tribunale di Napoli, insieme ad altri confinati, arrestati con l’accusa di aver creato problemi mentre erano al confino sull’isola. E proprio dal carteggio inedito tra Sandolo e il Presidente ora De Luca, dopo aver fatto posizionare una lapide vicino alla falegnameria di Pacifico, ormai gestita dal nipote, e aver ottenuto il vecchio tavolo da falegname attorno al quale si intrattenevano Pertini e l’artigiano, sta preparando un secondo libro.

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