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21 mar

“Prelievi liberi dal lago di Bracciano”: Raggi con Acea, Comuni in rivolta

Roma prima di tutto e tutti. Sempre e comunque. Senza porsi neppure il problema del conflitto tra enti diversi, essendo anche sindaca della Città Metropolitana, e senza un minimo di concertazione con la collega pentastellata di Anguillara Sabazia, Virginia Raggi ha posto il Campidoglio al fianco di Acea nella battaglia contro la Regione Lazio, cercando di far rimuovere con un ricorso al Tribunale delle acque i limiti ai prelievi idrici dal lago di Bracciano.

La situazione del bacino lacustre, che l’estate scorsa è finito al centro di un’emergenza ambientale e ha raggiunto il livello più basso della sua storia, non è migliorata molto in questi mesi. Per il gestore idrico e la prima cittadina a 5 stelle la priorità è quella di evitare che, nei mesi più caldi, romani e turisti possano avere disagi dovuti a razionamenti.

Impugnata così la determina con cui il 29 dicembre scorso la Regione ha regolato e limitato i prelievi di acqua potabile dal lago di Bracciano, subordinandoli al recupero di un livello minimo di 161,5 metri, confinandoli a situazioni di reale emergenza e comunque rendendoli possibili soltanto dietro specifica autorizzazione della stessa Regione. Un provvedimento contro cui, nonostante le promesse su uno stop alle captazioni fatte lo scorso anno e nonostante l’inchiesta aperta dalla procura della Repubblica di Civitavecchia, con tanto di avviso di garanzia al presidente di Acea, la spa dell’acqua ha fatto ricorso.

Un contenzioso sostenuto ora dallo stesso Campidoglio. Per la sindaca Virginia Raggi, la determina regionale impone unilateralmente una “radicale modifica” alla concessione di derivazione di Acea, svuotando la stessa di contenuti, con una ” sostanziale migrazione da un sistema concessorio a un sistema autorizzativo”.

"Prelievi liberi dal lago di Bracciano": Raggi con Acea, Comuni in rivolta
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Un atto definito irragionevole. Contestati poi gli stessi limiti alle captazioni rispetto al livello del bacino lacustre. Di quell’acqua, secondo la prima cittadina, c’è bisogno per garantire la sicurezza e la salute dei romani e la stessa immagine di Roma, specificando che ” i sempre numerosi turisti non potrebbero essere risparmiati dai disagi conseguenti ad una drastica riduzione del flusso d’acqua”.

Un’azione contro cui

si sono scagliati gli stessi sindaci dei tre Comuni lacustri, tra cui la sindaca pentastellata di Anguillara, Sabrina Anselmo, che insieme al presidente del Parco di Bracciano e al presidente del Consorzio di navigazione hanno parlato di un ” atto incomprensibile e fuori luogo, che mostra di non tenere in nessuna considerazione il danno ambientale fin qui prodotto ” . Critiche a cui si aggiungono quelle provenienti dai consiglieri regionali, sia di centrosinistra che di centrodestra.

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