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13 nov

Rapper morto a Roma, la madre: “Gli amici mi dicano come è successo”

“Venerdì Vittorio è andato a una festa, come mille altre volte, come è normale per un ragazzo di 21 anni. Solo che questa volta non è tornato. Perché? Mi devono dire cosa è successo veramente “, dice con voce rotta Carlotta Mattiello, la mamma di Vittorio Bos Andrei, in arte Cranio Randagio, che “avrebbe compiuto 22 anni a dicembre”, il rapper amatissimo dai giovani trovato morto sabato pomeriggio. Carlotta Mattiello ha la faccia sciupata di chi ha passato ore a piangere, gli occhi di una tristezza profonda e la voce calma e dignitosa di chi sa cosa è davvero la vita. “Mi devono spiegare perché non hanno risposto al telefono, perché non hanno avvertito, perché non hanno detto che Vittorio stava male: credo che di fronte a un fatto del genere ci si possa comportare anche in un altro modo”.

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Venerdì sera Vittorio è uscito per andare a una festa di compleanno in via Anneo Lucano con altri 11 ragazzi. Musica, vino, poi tutti via, tranne lui e i due fratelli padroni di casa. Che quando si sono svegliati, intorno alle 14, e non lo hanno visto in piedi, hanno tentato di svegliarlo. “Si è accasciato” hanno raccontato alla polizia. “Poi abbiamo chiamato l’ambulanza”. La chiamata è arrivata alle 15.05 al 118 che ha trovato Vittorio morto e ha avvertito la polizia. Gli agenti del commissariato Monte Mario diretti da Claudio Cacace sono arrivati sul posto. Poi anche la scientifica.

I ragazzi sono stati interrogati. “Abbiamo bevuto e fumato molta marjuana” hanno detto agli agenti. “Ma Vittorio usava anche metanfetamine” hanno confidato. Dunque, secondo questa ricostruzione, si sarebbe trattato di un mix esplosivo. Per gli inquirenti, potrebbe essere stato letale: il padre di Cranio Randagio è morto infatti sette anni fa per un infarto: tra le ipotesi quella che Vittorio avesse qualche problema cardiaco, magari senza neanche saperlo. Le cause certe, tuttavia, si conosceranno soltanto con l’autopsia. Questa mattina il magistrato incaricherà formalmente il dottor Antonio Oliva, medico legale del policlinico Gemelli. Sono previsti anche esami tossicologici ma i risultati saranno disponibili tra molti giorni.

“Vittorio si era laureato a giugno in fonica a Milano, poi era tornato a vivere con me e i suoi fratelli” continua Carlotta Mattiello. “Era pieno di sogni e di ideali: attraverso la sua musica cercava di dare speranza a tante persone. E quindi la sua fine è abbastanza ingloriosa rispetto ai suoi messaggi: anche per questo voglio che sia fatta chiarezza. Perché

qui non è chiaro nulla. E poi c’è da dire” continua “che queste persone non le conosceva bene, non erano nel suo giro di amicizie. Due settimane fa avevano fatto un video sul terrazzo con lui. Mi avrebbero dovuto dire qualcosa prima di far arrivare la polizia alla mia porta. Io non so se sarebbe stato possibile salvarlo. Io so solo che mio figlio è andato a una festa e non è più tornato. Che era in una casa privata e nessuno mi ha risposto”.

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