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23 gen

Regionali Lazio, da Milano al Lazio: il centrodestra pensa a Parisi ma è ancora caos

La sua candidatura è durata lo spazio di un pomeriggio, sfumando poi ( quasi per certo) in serata: lo specchio della confusione che regna nel centrodestra nel Lazio. Stefano Parisi, 62 anni, nato a Roma, prima in Cgil, poi direttore generale di Confindustria infine ad di Fastweb, due anni fa ha sfidato Giuseppe Sala per il Comune di Milano. Ieri, per qualche ora, è diventato il candidato del centrodestra alla Regione Lazio.

Il leader della piccola formazione “Energie per l’Italia” ha riunito la sua direzione plaudendo a un’offerta mai realmente formalizzata e che, comunque, avrebbe intrecciato la trattativa per i collegi alle Politiche: cinque, sicuri, la richiesta di Parisi al centrodestra. Tre, la controfferta di Silvio Berlusconi che prima ha dato mandato ad Antonio Tajani di trattare col manager e poi ha chiuso le porte di fronte a un nuovo braccio di ferro dopo quello con la cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra.

La sostanza è che si riparte da zero, con incontri che vanno avanti nella notte e proseguiranno anche oggi. Si torna, insomma, a cercare di ricucire la coalizione attorno a uno dei nomi già spesi nei giorni scorsi: Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, o Fabio Rampelli, capogruppo dei Fratelli d’Italia. Addio, dunque, a Parisi, il ” coniglio dal cilindro” tirato fuori da Ignazio La Russa per uscire dal gioco di veti e controveti interni. “Stiamo cercando la soluzione più inclusiva – diceva ancora ieri pomeriggio Giorgia Meloni – faremo in tempo. Al fotofinish ma ce la faremo “.

E, in effetti, mancano pochissimi giorni alla presentazione delle liste, con Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice, che prosegue nella sua campagna. A meno di sorprese e autosmentite, è difficile che il centrodestra finisca per appoggiare la sua candidatura. “Pirozzi non è il nome che mette più facilmente d’accordo tutti ” , le parole della leader di Fdi. ” Non vedo l’ora che ci diano un nome – sottolinea Matteo Salvini – anche se non è Pirozzi che stimo e continuerò a stimare come uomo e come sindaco. Detto questo, se faranno altre scelte, io ci sarò”.

E

mentre il centrodestra cerca di trovare una soluzione, Nicola Zingaretti si frega le mani osservando la spaccatura nel campo avversario. Ieri il governatore uscente ha presentato l’altra lista civica a suo sostegno, ” Centro solidale” che mette insieme mondo cattolico, quello della sanità e della ricerca, la comunità ebraica, i sindaci, gli accademici. Capolista sarà Paolo Ciani, uno dei responsabili romani della comunità di Sant’Egidio.

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