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27 feb

Regione Lazio, una poltrona per nove; le proposte dei candidati

Sono nove i candidati che si contendono la poltrona di governatore della Regione Lazio che mai ha visto la riconferma di un presidente uscente. Se capitasse a Nicola Zingaretti sarebbe già un record. Le urne si aprono domenica mattina alle 7 e resteranno aperte fino alle 23. Lo spoglio per le regionali, però, inizierà soltanto nel pomeriggio di lunedì. Prima verranno contate le schede per il Parlamento e solo dopo quelle per sapere chi ha vinto nel Lazio.

Zingaretti:“Conti in ordine e via alle assunzioni”

Parisi: “Ambulatori h24 e tanta differenziata”

Lombardi: “Taglio Irpef e no alla Roma-Latina”

Pirozzi:“Quindici contee senza tasse e politica fuori da Asl”

A complicare il tutto ci sono anche i due sistemi di voto differenti tra Politiche e Regionali. Nel Lazio, infatti, è ammesso il voto disgiunto (un candidato governatore e un candidato al consiglio di una lista diversa che non sia a esso collegata), vietato, invece nel cosiddetto Rosatellum. Si possono attribuire fino a due preferenze ma, in quel caso, occorre indicare un uomo e una donna. Sono circa 5 milioni i laziali chiamati al voto domenica. Nel 2013 l’affluenza si fermò al 72% ma cinque anni fa si votava in due giorni. Il dato di quanti si recheranno alle urne potrebbe essere decisivo per decretare i cinquanta che riusciranno ad entrare in Consiglio regionale.

Insieme

ai quattro candidati principali, gli altri che correranno il 4 marzo sono Elisabetta Canitano che si presenta con la lista di sinistra Potere al popolo, Jean Leonard Touadì, candidato di Civica popolare, la formazione di Beatrice Lorenzin che in Lazio non ha stretto l’accordo col Pd (sostenuto, invece, da Liberi e Uguali), Mauro Antonini di CasaPound, Stefano Rosati, con Riconquistare l’Italia e Giovanni Paolo Azzaro, appoggiato dalla Democrazia Cristiana.