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3 giu

RepIdee, Roma: capitale in scacco

“A Roma tutto si mescola e poi alla fine viene fuori un pot-pourri. Ma quel che più colpisce è la scorciatoia che qui si cerca e si trova per fare cose non propriamente legali. Ma visto che tutto viene fatto in romanesco allora sembra ci sia un altro modo di vedere le cose e invece quel che accade è esattamente quello che accadeva in Sicilia o in Calabria”. La prima fotografia di una capitale infiltrata da organizzazioni criminali e mafiose al festival di “Repubblica delle Idee” la scatta Lirio Abbate nella serata di “Dialoghi” con Carlo Bonini e Filippo Ceccarelli dedicata a Roma, una città in scacco, chiamata tra l’altro al voto.

“Ad esempio – racconta Abbate – ho fatto una semplice ricerca e ho scoperto che le auto che guidava Massimo Carminati (il numero uno di quel “mondo di mezzo” al centro dell’inchiesta di Mafia capitale, ndr), una Smart e un’Audi, erano di proprietà di un imprenditore. E mi sono chiesto: perché un imprenditore gli ha regalato due auto? Carminati era esattamente questo: la ‘scorciatoia’ di politici e imprenditori”.

Ma Roma ha un Dna criminogeno? Filippo Ceccarelli la prende da lontano, dal Belli, quando Roma era “la stalla e la chiavica der monno”. E andando ancora indietro “cosa ci si dovrebbe aspettare da una città nata da un fratricidio, che ha vissuto violenze di massa sulle donne e saccheggi?” si chiede il giornalista di “Repubblica” che salta poi dal “presepe dei netturbini” (una foto con spazzini, l’ex sindaco Gianni Alemanno e il Cardinal Bertone) al “patto della pajata” (sempre Alemanno e l’allora leader della Lega Umberto Bossi): istantanee della Roma degli ultimi anni.

Anni in cui si inizia a parlare apertamente di Mafia anche per la capitale. I primi arresti nell’inchiesta della procura che ha terremotato il mondo politico e imprenditoriale romano sono del dicembre 2014. Ma, ricorda Abbate, dell’estate scorsa è il funerale shock al Tuscolano di Vittorio Casamonica, il “re di Roma” della famiglia-impero. Esequie con elicotteri, Rolls Royce, petali di rosa sparsi dal cielo, cavalli neri a trainare la carrozza dorata. “Ma non bastava. Cosa scelgono i Casamonica per seppellire il loro capofamiglia? – si chiede Lirio Abbate – La musica del ‘Padrino’. Anche da lì si parla di mafia a Roma”.

La capitale è stata anche, per Ceccarelli, “una città pilota della dissoluzione delle culture politiche in Italia”. Dissoluzione che, per quanto riguarda gli ultimi tempi, il giornalista fa risalire all’incontro in carcere tra Carminati e Salvatore Buzzi, ras delle coop e numero due nell’inchiesta di Mafia Capitale.

Allora se il Sacco e lo scacco a Roma non sono finiti, “perché non porre una ‘questione romana’?”, domanda Bonini. “

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