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31 mag

Rogo Centocelle, fermato un giovane: scippò la studentessa cinese morta sotto un treno

Per il rogo a Centocelle, dove morirono tre sorelle di etnia rom mentre dorminavano con la famiglia in un camper, è stato fermato a Torino Serif Seferovic. Il giovane, 20 anni, con precedenti per reati contro il patrimonio, è gravemente indiziato di essere il responsabile dell’omicidio plurimo di Halilovic Elisabeth, Francesca e Angelica. Il 10 maggio scorso all’interno del parcheggio del centro commerciale Primavera, in piazza Mario Ugo Guatteri, si è sviluppato l’incendio del camper in sosta dove dormiva la famiglia composta da 13 persone. Le tre sorelle non fecero in tempo ad uscire dal dal mezzo.

Intanto il giovane avrebbe riferito al suo legale, l’avvocato Gianluca Nicolini: “Io non c’entro niente con questa storia, in quei giorni non mi trovavo neanche a Roma”. Seferovic aveva contattato nei giorni scorsi il penalista dopo che era apparso il suo nome su alcuni quotidiani in riferimento al triplice omicidio delle sorelle di etnia rom. “Non so perché mi vogliano tirare in ballo in questa vicenda – avrebbe aggiunto – ma non ho nulla a che fare con questa tragedia”.

Il fermo a Torino. Il giovane è stato bloccato nei pressi della stazione ferroviaria Lingotto.Gli investigatori sono arrivati a lui seguendo i movimenti della compagna, che ieri si è imbarcata dalla Sardegna su un traghetto per Genova da dove, questa mattina, ha raggiunto in treno Torino. Arrivata alla stazione la giovane è scesa dal convoglio e poco dopo si è incontrata con Seferovic, che è stato subito riconosciuto dagli investigatori della polizia e bloccato. Al momento del fermo, Seferovic non ha opposto resistenza.

Secono fonti investigtive Serif Seferovic era stato arrestato per il furto della borsa della studentessa cinese Zhang Yao morta poco dopo essere stata investita da un treno mentre inseguiva i suoi scippatori lo scorso dcembre a Roma. Per quell’episodio furono arrestati tre nomadi con l’accusa di furto con strappo.

A incastarlo le telecamere. Il giovane sarebbe stato incastrato dalle telecamere e da alcune testimonianze. Secondo gli investigatori, difatti, sarebbe lui l’uomo ripreso mentre lancia una bottiglia incendiaria contro il camper in cui dormiva la famiglia Halilovic. Per chi indaga il movente è legato a liti tra le due famiglie nomadi maturate all’interno del campo nomadi di via Salviati.

Alcuni giorni prima del rogo del 10 maggio scorso c’erano stati alcuni litigi e danneggiamenti tanto che alla fine la famiglia Seferovic aveva abbandonato il campo nomadi di via Salviati proprio per i rapporti degenerati con gli Halilovic. In più il fermato avrebbe un furgone con le caratteristiche di quello presente sulla scena del delitto. Intanto le indagini vanno avanti per risalire a probabili complici.

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