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22 set

Roma 2024, Malagò: “Nessuna azione legale. Siamo stati fermati a due terzi della corsa”

“La Corte dei conti? Noi non facciamo nulla. Ma siamo ente pubblico: se qualcuno dovesse sollevare il problema, noi gireremmo le responsabilità a chi di competenza”. Lo ha ribadito Giovanni Malagò, presidente del Coni, sulle possibili azioni di risposta al no della sindaca Raggi alla candidatura di Roma 2024.

E poi aggiunge: “Non è vero che le Olimpiadi di Roma del 1960 abbiano lasciato tutti questi debiti. E tutti sanno che l’impatto sull’ambiente sarebbe stato minimo, regolato com’è da severi dispositivi”. “Rammarico enorme perché siamo uomini di sport – ha detto riferendosi al no del sindaco di Roma alle Olimpiadi – con serenità si doveva decidere se continuare a fare quello che stavamo facendo bene. E invece siamo stati fermati a corsa iniziata, a due terzi”.


Era stato il premier Matteo Renzi a chiudere definitivamente la questione “Roma” nella serata di ieri nel corso della puntata di Otto e mezzo: “Credo che sia chiusa, dipenderà dal consiglio comunale ma se il sindaco ha scelto il no immagino che abbia la maggioranza con lei. Nessuno intende fare le Olimpiadi contro l’amministrazione comunali. In campagna elettorale se non sbaglio Virginia Raggi si era impegnata a fare un referendum ma la titolarità della decisione è sua, del sindaco e del consiglio comunale. Rispetto e in bocca al lupo”.

“È come se i grillini ammettessero che loro non riescono a cambiare le cose – ha aggiunto – Ieri hanno festeggiato Los Angeles

e Parigi e hanno pianto non solo quelli del Coni, ma anche gli sportivi. Detto questo rispetto per il sindaco se la Raggi dice no, va bene così. Se la Raggi dice no alle Olimpiadi, prendiamo atto e parliamo di altro”, ha concluso il premier. “Anche sulla vicenda degli assessori non ho mai fatto polemica con il sindaco di Roma perché lei ha vinto le elezioni e io faccio il tifo per l’Italia: se Roma va bene son contento, se va male mi spiace”

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