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21 set

Roma 2024, Malagò: “Teoricamente ci sono piani B, ma non è quella la strada”. Comune: ” Se citati per danno erariale, reagiremo”

“Formalmente non è finita, ma nella sostanza quando un’amministrazione comunale fa venire meno la candidatura è chiaro che questo non è visto bene dalla comunità internazionale”. Parla così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ai microfoni di “Radio Anch’io” su Radio1, all’indomani della decisione di Virginia Raggi, sindaca di Roma, di dire no alla candidatura per le Olimpiadi del 2024.

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E aggiunge: “Oggi qualsiasi opera pubblica richiede un investimento, questa Amministrazione comunale aveva il diritto e il dovere di supervisionare, alla Raggi abbiamo detto ‘assumiti la governance e governa il processo'”

Oggi il numero uno dello sport italiano potrebbe vedere Renzi per un incontro su sport e periferie già programmato ed alle 14 sarà impegnato in una conferenza stampa al Coni sugli Europei del 2020 con il neo presidente dell’Uefa Ceferin ed alla quale dovrebbe esserci anche la Raggi. Sui soldi fin qui spesi dal comitato promotore Roma2024 e su un eventuale danno erariale, Malagò ha precisato:”Noi siamo un ente pubblico, tutte le spese sono online, e si tratta di fondi del Governo. Dico che se qualcuno chiede, e qualcuno potrebbe chiederlo, perchè questi soldi sono stati spesi è chiaro che dovremo rimandare la domanda a chi sta bloccando una candidatura, visto che tuttora siamo ufficialmente candidati con il sostegno formale di tutti. In ogni caso, se si vuole controllare come sono stati spesi fin qui i soldi in qualsiasi momento si può fare” ha detto Malagò.


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E sulla vana attesa di ieri nell’anticamera della sindaca – era a pranzo in una trattoria mentre il presidente del Coni l’aspettava – che qualcuno ha voluto spiegare come un’umiliazione dei poteri forti, Malagò ha aggiunto:”Io mi occupo 16 ore al giorno, da volontario, di sport. Mi aspettavo con speranza che l’amministrazione comunale accettasse con slancio questa opportunità, allo sport interessa organizzare al meglio un evento sportivo e dare una mano alla città piena di problemi.

D’altra parte, qualsiasi opera pubblica oggi richiede un investimento. Noi abbiamo presentato un progetto che desse speranza e obiettivo ai giovani. Referendum? Andava fatto prima, ma non abbiamo problemi a confrontarci, anche perchè sappiamo benissimo che i numeri sono a nostro favore. I numeri che vengono sventolati sui costi e le incidenze, riguardano le edizioni del passato, noi siamo candidati perchè sono cambiate le regole del gioco della candidatura”.

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