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28 lug

“Roma 2024” su un binario morto. Star in campo, però Raggi dice no

“MUTATI indirizzi politici “. C’è scritto proprio così, nero su bianco, sulla lettera di una decina di righe, firmata ieri da Virginia Raggi, con la quale la sindaca revoca all’architetto Massimo Mengoni, dipendente di Risorse per Roma, l’incarico di recarsi a Rio de Janeiro in occasione dei Giochi del Brasile per promuovere la candidatura di Roma.

È il primo atto formale che preannuncia il disimpegno del Campidoglio nei confronti della corsa alle Olimpiadi del 2024. Una lettera girata agli uffici del Comune che traduce ciò che la Raggi va dicendo da mesi. E cioè che i Giochi non sono una priorità per la capitale. Ieri proprio la sindaca ha spiegato che “al momento credo che Roma abbia necessità che tutti i dipendenti siano qui e si dedichino a questa città che è stata abbandonata da tempo”. E poco importa se il viaggio dell’architetto Mengoni (autorizzato dal commissario Francesco Paolo Tronca lo scorso aprile) sarebbe stato interamente a carico del Cio, il comitato olimpico.

La sindaca ha voluto dare un segnale molto netto del cambiamento “degli indirizzi politici della giunta” sopravvenuti con la sua elezione. “Confermiamo coerentemente la nostra posizione “, aggiunge anche il vicesindaco e assessore allo Sport Daniele Frongia. A fare cambiare idea alla giunta, eventualmente, non servirebbe nemmeno la disponibilità del Coni a modificare il dossier olimpico (uno dei punti più dibattuti è quello relativo al Villaggio degli atleti a Tor Vergata): “Dal nostro punto di vista – aggiunge Frongia – le emergenze della città sono ben distanti dalla candidatura di Roma 2024”.

Un primo passo che prelude alla delibera per annullare la candidatura che la giunta, con tutta probabilità firmerà già prima di ferragosto. Una doccia gelata che arriva nel giorno in cui per la corsa ai Giochi scendono in campo big del mondo dello spettacolo, della cultura, della moda: da Roberto Benigni a Monica Bellucci, da Giorgio Armani a Ennio Morricone, da Laura Pausini agli imprenditori Guido Barilla, Giovanni Ferrero, Marco Tronchetti Provera. E poi Riccardo Muti,

Paolo Sorrentino, Massimo Bottura, Giuseppe Tornatore. Tutti “ambasciatori” delle bellezze d’Italia per le Olimpiadi del 2024. “Senza paura e con passione”, giudicano la candidatura “un’occasione straordinaria”.

È la risposta del Comitato promotore che sta provando in tutti i modi a spingere la candidatura. La settimana prossima dovrebbe esserci un nuovo incontro col Campidoglio. Forse sarà quella l’occasione per chiudere i Giochi.

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