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29 mag

Roma, 35 mila sim intestate a morti o clienti fantasma: 12 denunce

Oltre 35.000 utenze di telefonia mobile indebitamente attivate ricorrendo ad anagrafiche fantasma, appartenenti a ignari clienti, a soggetti deceduti e perfino a senza fissa dimora. È la scoperta fatta dai finanzieri del Comando provinciale di Roma che hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Roma, sui beni di proprietà di una nota azienda capitolina attiva nel settore della telefonia mobile per un valore di oltre 400.000 euro.

Le indagini hanno preso il via nel marzo del 2015, a seguito di un tentativo di rapina sventato dalle Fiamme gialle dell’aeroporto di Fiumicino presso una gioielleria del centro commerciale Cinecittà 2. I malviventi reperivano fondi necessari per la loro principale attività di narcotrafficanti grazie alla refurtiva oggetto dei numerosi colpi messi a segno in vari negozi di preziosi e utilizzavano schede telefoniche intestate ad altri soggetti al fine di criptare le comunicazioni intercettate. I finanzieri del Gruppo di Fiumicino sono riusciti ad accertare che la totalità delle schede utilizzate per commettere reati gravissimi era stata attivata in punti vendita riconducibili tutti al medesimo master dealer.

Delle oltre 35.000 schede telefoniche illecitamente attivate, circa 12.000 sono risultate intestate a 3.000 cittadini stranieri, tutti residenti presso lo stesso indirizzo, sede di una comunità religiosa, totalmente estranea ai fatti, dedita all’assistenza di numerose persone senza fissa dimora. Altre schede sequestrate sono risultate invece intestate a persone decedute o inesistenti, mentre un grandissimo numero è stato attivato utilizzando indebitamente i dati personali degli ignari cittadini, clienti del dealer. Il tutto, ovviamente, in violazione delle disposizioni previste in materia di privacy e protezione dei dati personali.

La società coinvolta, oltre a fornire ai malviventi numeri telefonici sempre diversi e quindi, seppur intercettabili, difficilmente riconducibili ai reali utilizzatori, si è servita delle schede illegalmente inserite al fine di ottenere illecitamente oltre 400.000 euro di bonus da uno dei principali operatori telefonici, previsti per il gestore del dealer al raggiungimento di determinate soglie di attivazioni di schede sim.

Le indagini

si sono concluse con la denuncia di 12 responsabili per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all’accesso abusivo a sistemi informatici e al trattamento illecito dei dati personali, con il sequestro di rapporti finanziari, titoli e auto della società capofila per un valore di 400.000 euro e, in collaborazione con il Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza di Roma, con l’irrogazione di sanzioni amministrative in materia di privacy per 6 milioni di euro.

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