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12 nov

Roma, al teatro India l’Odissea a puntate

DA martedì all’India parte un serial scenico prodotto dal Teatro di Roma, Storie dall’Odissea. Un racconto a puntate, di e con Giovanna Bozzolo e Eva Cantarella. C’è qualche coincidenza, in Italia, di teatro a puntate. Stanno per partire 21 spettacoli al Teatro Due di Parma basati su racconti shakespeariani di Charles Lamb affidati a un’ampia rosa di singoli attori. E a gennaio al Teatro dell’Elfo di Milano inizia un ciclo di episodi intitolati Afghanistan: il grande gioco di vari drammaturghi inglesi con realizzazione di Bruni- De Capitani. “Giovanna Bozzolo ha recitato classici con Dario Del Corno, e poi io e lei abbiamo cominciato a strutturare progetti e spettacoli da più di una decina d’anni” spiega Eva Cantarella. Che condivide adesso all’India un viaggio omerico in sei momenti: “Penelope contesa” (il 15 e 22 novembre), “Nausicaa e l’isola beata” (16 e 23), “L’urlo del Ciclope” (17 e 24), “Le seduttrici” (18 e 25), “Ombre fumo e supplizi” (19 e 26), “Ulisse ritorna” (20 e 27).

Ci sono dei criteri, in questa narrazione a episodi. “Noi abbiamo un’impostazione e un obiettivo diversi dalle normali letture che si fanno della bellezza dei poemi omerici. A noi interessa anche la bellezza, ma vediamo in Omero un documento storico. Lasciamo stare che uno studioso come Moses Finley sia arrivato a ipotizzare che la guerra di Troia non fu mai combattuta. A noi preme il racconto di Itaca, la descrizione di una comunità, i dibattiti, le istituzioni politiche e giuridiche, le mentalità, le religioni, i costumi e l’economia così come sono trascritti tra il IX e l’VIII secolo. E, certo, sono importanti le storie di dei ed eroi alla fine della civiltà greco-micenea. Ma la poesia non aveva solo il senso della ricreazione, perché trasmetteva un patrimonio culturale, l’identità di un popolo”.

Viene da domandare come si comunicassero i valori. “Con la proposta di personaggi che erano modelli di comportamento positivo o negativo, dai quali i greci imparavano, garantendosi la reputazione”.

E c’è un rapporto tra questo ieri remoto e l’oggi. “Sì, alcuni decenni orsono si diffondevano i media, e si osservò che gli effetti pubblici della tv erano paragonabili agli effetti sociali della poesia epica. Nel serial Dinasty un personaggio come la perfida Alexis era cattiva anche solo a guardarla, tipizzata come le figure omeriche, e qualcuno ha rifatto il nome di Omero anche per i social contemporanei che hanno effetti devastanti, con mostruosità che inducono al suicidio”. Istruzioni per l’uso delle sei puntate dell’Odissea a India. “Sono il risultato di un lavoro di anni, replicate a distanza di una settimana.

Una cronologia c’è. All’inizio Penelope sola con i proci, e alla fine c’è la strage. Può bastare vedere almeno quella sull’Ade (“Ombre fumo e supplizi”), o quella intitolata “Le seduttrici”, con l’idea della divisione femminile in due categorie: le donne perbene tipo mogli, madri e sorelle, Penelope, Nausicaa eccetera, e le donne per male tipo Calipso, Circe e le Sirene. Anche se lo stesso Omero aveva una doppia morale…”.

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