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24 mag

Roma, alieni nel parco: passeggiata a Villa Pamphilj tra piante e animali che arrivano da lontano

L’enorme ceppo solitario di una palma abbattuta perché divorata dal punteruolo rosso. Il flagello dell’ailanto che si riproduce a ritmi vertiginosi, spaccando muri e togliendo spazio vitale ad altre piante. Le enormi tartarughe che pasteggiano nel laghetto e nel canale del Belvedere. I genitori ci portano i loro bambini a vederle, ma non sanno che quelle gigantesche testuggini stanno togliendo di mezzo l’unica specie autoctona, la testuggine palustre europea. Villa Pamphilj è ormai invasa dagli alieni, dalle specie “alloctone” di animali e piante, cioè non originarie del luogo in cui ora sono collocate, ma che nel nuovo habitat hanno finito per trovarsi benissimo, cacciando i legittimi abitatori.

“E questo è un grande problema – spiega Piero Genovesi, responsabile area conservazione e gestione della fauna di Ispra – perché gli alieni mettono a rischio e riducono la biodiversità”. Genovesi è il project manager del progetto europeo “Life Asap”, a cui lavorano anche Legambiente e Regione Lazio, finalizzato a fermare le specie invasive attraverso la prevenzione e la diffusione delle buone pratiche.

Sì perché tanti alieni che adesso popolano Villa Pamphilj, 184 ettari ai piedi del Gianicolo, che l’Europa ha individuato come “zona speciale di conservazione” per la presenza di due specie rare di insetti e della testuggine palustre europea, sono stati portati qui proprio dai romani. Le tartarughe del nord America, per esempio, comprate in negozio per la gioia dei figli piccoli, poi diventano di proporzioni imbarazzanti, tanto da spingere i proprietari a disfarsene.

E che dire del parrocchetto dal collare? Il suo verde chiaro brillante si staglia dai rami frondosi dei cedri del Libano sparsi nella villa e fa tenerezza. Ma quell’uccello, che viene dall’Africa e dall’Asia, è la disperazione di chi gli sta vicino, tanto forte è il suo impatto acustico. Non solo. I parrocchetti mangiano i pipistrelli e sfrattano il picchio muratore dalle cavità degli alberi che sono la sua casa. Sopra la Valle dei daini, ma un po’ dovunque nella villa, spadroneggiano gli ailanti, provenienti da Cina e Taiwan. “Sono arrivati in Italia come una cineseria, sull’onda del gusto per l’esotico racconta Andrea Monaco, direzione Ambiente e sistemi naturali della Regione – e hanno riempito i giardini. Poi si è rivelata una pianta assolutamente infestante per la facilità e la rapidità con cui cresceva. Per questo dobbiamo lavorare sulla prevenzione. Ricordiamoci la storia del punteruolo rosso, arrivato insieme alle piante ornamentali diffuse da un vivaio di Pistoia. Bisogna intervenire in tempo, prima che scelte compiute con estrema leggerezza abbiano pesanti ricadute, anche economiche”.

“E c’è un altro

elemento da considerare aggiunge – Rossella Muroni, presidente di Legambiente – La facilità con cui questi alieni prevenienti da climi caldi e umidi si ambientano ci conferma che c’è un cambiamento climatico in atto”.

Le specie vegetali spontanee rilevate nella capitale sono 1.649, di cui 242 aliene, il 14,7% del totale. La provincia di Roma conta il maggior numero di specie di fauna aliena, 203, pari all’87,5% delle 232 specie aliene dell’intera regione.

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