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7 nov

Roma, alla Garbatella negli ex bagni pubblici nasce lo spazio Moby Dick

Si chiama “Moby Dick”, la balena bianca di Herman Melville è ora un hub culturale e polifunzionale aperto al quartiere e alla città nel cuore del rione della Garbatella che si candida ad essere una Casa delle culture. Una nuova vita iniziata oggi per gli ex bagni pubblici del quartiere di proprietà dell’Ater, uno spazio storico che era tutto da reinventare proprio accanto al Teatro Palladium.

Negli anni Venti, progettati e realizzati dall’architetto Innocenzo Sabbatini (lo stesso ad esempio degli “Alberghi suburbani” e della case popolari), questi servizi igienici servivano anche da docce per gli abitanti del quartiere che non avevano la possibilità di farla in casa. Divennero pure un ritrovo, un luogo di socializzazione e perfino di cospirazione contro il regime fascista.

Dagli anni Sessanta gli ex bagni di via Ferrati divennero la sede di un’attività commerciale privata, il mobilificio Proietti, andata avanti fino al 2012. Un’occupazione simbolica nel 2014, per evitare la vendita della struttura, ha poi segnato il destino: già allora gli attivisti parlavano di “Moby dick, la biblioteca che verrà”. E da quel gesto di rottura – “forse no legale, ma forse giusto” ha commentato il vicepresidente regionale Smeriglio – ha preso il via un percorso partecipato e aperto alla cittadinanza.

Ora, dopo poco più di sei mesi di lavori (si era parlato inizialmente di 4) e l’investimento di 700mila euro da parte della Regione Lazio per il restyling, questi locali sono tornati ad essere uno spazio pubblico per studenti e cittadini: una biblioteca progettata dall’università Roma Tre dedicata alle latterature latinoamericane e in rete con il circuito delle biblioteche universitarie,‎ un archivio storico territoriale, una sala convegni, una sala per mostre ed esposizioni, wi-fi, un’emeroteca, una piccola area giochi.

Alcuni spazi verranno utilizzati anche dalla Penny Wirton, la scuola di lingua italiana per migranti, fondata dallo scrittore Eraldo Affinati nel 2008 che, attraverso l’insegnamento gratuito, lavora per l’inclusione sociale e l’integrazione delle fasce più deboli promuovendo il diritto allo studio, alla cultura e alla conoscenza. “Non avevamo una casa – ha detto l’autore – ora l’abbiamo trovata”.

Accanto a lui lo scrittore Erri De Luca e le istituzioni che hanno inaugurato la struttura. “Quello di oggi – ha detto il governatoe Nicola Zingaretti – è un atto in controtendenza. E’ una follia che in un momento così, segnato da forti flussi migratori, questa città non abbia una Casa della Cultura: allora candidiamo questo luogo a essere la Casa delle Culture, perché conoscendo l’altro magari ci si litiga, ma si ha meno paura”. “Noi corriamo il rischio – ha concluso – di pensare i luoghi pubblici e privati come luoghi di solo consumo. Le città invece devono tornare a riempirsi di luoghi che favoriscono la socializzazione”.

Ha aggiunto Smeriglio: “In una città che fatica a trovare una strada di gestione normale, dare un segnale così forte che investe nella dimensione culturale del pubblico, del gratuito, della formazione e della conoscenza, riconoscendo anche il protagonismo dei cittadini che hanno fortemente voluto questo spazio, è un segnale estremamente positivo”.

“Felice di restituire questo bene alla popolazione” anche il commissario dell’Ater di Roma, Giovanni Tamburino, secondo il quale “abbiamo pensato a tre valori: il primo è quello del rispetto del territorio, il secondo è quello della bellezza, che va preservata e conservata perché è un valore culturale ed educativo, il terzo è quello dell’economia: è sbagliato pensare che i luoghi pubblici devono soltanto rendere”.

Quanto ai servizi, “la biblioteca sarà in rete con le biblioteche delle università e del comune e riusciremo a garantire il prestito in 24-48 ore – ha spiegato il commissario straordinario Laziodisu, Carmelo Ursino – Aprirà alle dieci al mattino e chiuderà alle 21 dal lunedì al sabato, alle 14 la domenica. Ci saranno sia i giornali cartacei che su tablet. Sarà anche uno spazio incubatore di idee per gli studenti”.

Decisivo anche l’intervento di Roma Tre. “Quando siamo entrati siamo intervenuti con decisione, abbiamo voglia di collaborare: mettere a disposizione alcuni nostri borsisti è un segnale in questo senso – ha spiegato il rettore dell’ateneo Mario Panizza – La necessità di una migliore qualità del tempo libero è quello che perseguiamo: restituire ai ragazzi e al quartiere un tempo libero in cui socializzare, in una società

altamente telematica”.

Ora gli abitanti del quartiere chiedono che il progetto inaugurato venga portato avanti. Piccola polemica, a margine, sull’assenza all’evento di inaugurazione del presidente Cinque stelle del Municipio VIII, Paolo Pace. Ha detto Smeriglio: “Abbiamo invitato un sacco di gente, ognuno ha le sue agende e ognuno decide a che cosa dare importanza e priorità. Per noi oggi era importante e prioritario essere qua”.

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