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18 mar

Roma, allarme cyber-maniaci: “Adescate sui social 160 ragazze in un anno”

Ha visto le sue foto su Facebook, l’ha ricoperta di complimenti “come sei bella “, “quanto sei carina” e poi è riuscito a fissare l’appuntamento, fuori dal liceo frequentato dalla studentessa 15enne. L’ha fatta salire in auto e poi l’uomo, un 50enne romano, ha allungato le mani. Solo allora la ragazza ha realizzato il pericolo che stava vivendo. È questa una delle terribili storie che ormai affollano le scrivanie dei pm Eugenio Albamonte e Pantaleo Polifemo. I due magistrati che, nella capitale, si occupano di indagare su questo genere di reati.

Nel solo 2016, tra Roma e provincia, sono piovute a piazzale Clodio 160 denunce, quasi 4 a settimana. E secondo gli inquirenti, il dato è al ribasso perché “in molti casi i genitori non denunciano”. Il mix di fattori alla base di queste vicende è sempre lo stesso legato all’uso incontrollato di Internet. Le minorenni (preadolescenti e adolescenti) vestono i panni delle vittime, postano le loro foto un po’ succinte sul social network di turno, Facebook, Musically o Instagram.

Il profilo aperto delle ragazzine, significa visibile a chiunque, non solo ai loro amici, le rende facili prede del maniaco cybernauta. E così il malintenzionato di turno le sommerge di complimenti aprendo una conversazione nella chat privata. Molte delle ragazze (si va dai 10 fino ai 16 anni), a metà tra le lusingate e le divertite, rispondono. E così, quasi fosse un gioco, allacciano una relazione via web. In cambio arrivano i primi regali, ricariche telefoniche, qualche capo di abbigliamento, un profumo. Il passo successivo è l’invio di selfie in cui compaiono svestite e poi, infine, si fissa l’appuntamento.

E’ andata così per la 15enne, l’anno scorso, adulata dal 50enne (le aveva regalato una sciarpa) che ora è sotto processo per violenza sessuale. A raccontare agli stessi genitori distratti, è stata la figlia spaventata per la brutta piega che aveva preso la relazione con quel signore “così gentile e carino” di 35 anni più grande di lei e che l’aveva convinta a saltare un giorno di scuola per passare la mattinata con lui.

Non sempre si arriva all’estremo dell’abuso fisico. Il più delle volte, alla fine il padre o la madre si accorgono che qualcosa non va nel comportamento delle loro figlie prima di un possibile abuso. È il caso dei genitori di una 11enne insospettiti dal numero di chiamate che la loro piccola faceva dal cellulare. Troppe per la ricarica da 10 euro a settimana.

Quello che hanno scoperto gli ha ovviamente sconvolti. Alla figlia le ricariche le faceva uno sconosciuto di 35 anni. Un uomo a cui la ragazza inviava selfie

senza veli. Il 35enne aveva conosciuto la piccola attraverso Musically. Un social in voga tra gli adolescenti. I ragazzi postano dei loro video in cui cantano in playback le hit dei loro divi e poi le postano. Anche in questo caso la bambina aveva la sua bacheca aperta e così la performance canora era diventata oggetto dei complimenti. Adesso l’uomo è indagato per detenzione di materiale pedopornografico. Nel suo cellulare aveva le foto della piccola svestita.

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