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7 nov

Roma, allarme rosso per il Colosseo: “Con lo stop alla metro persi i 6 milioni del restauro”

Un grido di dolore. Il soprintendente all’Archeologia Francesco Prosperetti avverte: «Le pareti interne dell’ultimo anello del Colosseo sono a rischio, spesso cadono pezzi di pietra, calcinacci. È un’area chiusa al pubblico delle visite, ma se non verremo messi in condizione di avere i finanziamenti per fare subito lavori di consolidamento, saremo costretti a bloccare la talpa della metro C che comincerà a scavare avvicinandosi al monumento e potendo provocare crolli». È un appello da “allarme rosso”: «Se non firmiamo un protocollo d’intesa con Roma Metropolitane, la stazione appaltante per conto del Campidoglio che ora vogliono liquidare, quei fondi non arriveranno», spiega Prosperetti.

Ma non è tutto. Anche i resti della caserma dei soldati romani del II secolo d.C. scoperta durante i lavori della stazione Amba Aradam della metropolitana a viale Ipponio, sono in pericolo. «Non possono stare troppo a lungo esposti alla pioggia e al gelo dell’inverno», spiega il soprintendente. «Per cui — prosegue — se non verremo messi in condizione di poter vagliare e approvare al più presto il progetto per la “stazione archeologica” con l’avallo degli enti finanziatori, il Comune, la Regione e lo Stato, potremo doverne proteggere la conservazione ricoprendoli di nuovo con la terra».

Insomma, sul fronte dell’archeologia la preoccupazione è altissima. Per il Colosseo Prosperetti ha chiarito che firmare il protocollo serve per sbloccare urgentemente i dieci milioni che già sono stati stanziati dal Cipe, al momento del finanziamento della tratta 3 della Metro C, quella che va da San Giovanni al Colosseo, come opere compensative per le aree e i monumenti antichi vicini al percorso delle gallerie sotterranee, ovvero il Colosseo, ma anche la piazza del Colosseo e le “Colonnacce” del Foro di Nerva, tutte a carico del committente. In tutto i milioni per l’anfiteatro sono sei, quattro per il restauro dell’ultimo ordine di archi e due per una cancellata intorno al sito archeologico. Mentre altri quattro serviranno per mettere in sicurezza in un deposito sulla Casilina, i reperti trovati durante gli scavi già fatti e per restauri alle colonne del Foro di Nerva.

E veniamo all’antico Castra di viale Ipponio. «Bisogna dare una soluzione urgente alla sistemazione dei ritrovamento », afferma Prosperetti. In sostanza la soprintendenza vuole sicurezza sull’approvazione della variante per poter dare il via al progetto. «Sono rimasti 2000 anni sotto terra, a temperature particolari, protetti. Ora dobbiamo capire come smontarli e rimontarli poi nell’assetto definitivo della stazione. Siamo anche disposti ad essere coinvolti nella gestione degli spazi. Ma si faccia presto». Risponde l’assessore ai Trasporti Lindia Meleo, che ieri ha fatto una visita al cantiere, fermo da maggio: «Presto apriremo un tavolo con con soprintendenza e tutti gli altri per una decisione».

Infine piazza

Venezia. Prosperetti è convinto che «se la metro C non arriverà a piazza Venezia, per il progetto dell’area archeologica dei Fori e dello smantellamento della via sarebbe la fine » e annuncia l’inizio dei lavori per una prima sistemazione dei resti dell’auditorium di Adriano, scoperti proprio nella piazza: sarà rifatta, coi fondi del Giubileo, la pavimentazione intorno e saranno disposte lastre di cristallo e balaustre da cui poterli ammirare.

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